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Confcommercio si tinge di rosa

Nasce all’Isola d’Elba “Donne Confcommercio Elba”. Il gruppo voluto e guidato da Franca Rosso presidente di Confcommercio e Presidente del CIF - Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Livorno -, è stato costituito recentemente ed ha sede a Portoferraio presso l’Associazione del Turismo e Servizi dell’Isola d’Elba.
Tra le finalità del gruppo, formato da Franca Rosso, Rossella Celebrini -wedding planner titolare dell'agenzia Minervarte, Eliana Gabrel Somigli -codirigente Terme di San Giovanni, Simona Giovannetti -architetto e fondatrice del marchio Dampaì, Francesca Groppelli -presidente dell'associazione culturale Artelba e Laura Padovan -titolare esercizio pubblico, la promozione del territorio elbano attraverso una serie di iniziative a sostegno delle imprese femminili esistenti, che a loro volta siano da stimolo per la nascita di nuove attività imprenditoriali. Promuovere il turismo, principale risorsa economica dell’Isola, valorizzare le produzioni tipiche e artistiche locali, tutelare l’ambiente, favorire il riutilizzo di materiali riciclati sono tra i principali obiettivi del gruppo.
Donne Confcommercio Elba opererà in ambito socio culturale organizzando iniziative quali incontri, seminari e convegni, corsi di formazione professionale utili a supportare le imprese femminili sul territorio, appuntamenti che promuovono la cultura del territorio, eventi culturali e di intrattenimento anche a sostegno ed in collaborazione con i vari Centri Commerciali Naturali presenti nei Comuni dell’Elba.
Un gruppo di imprenditrici donne che interagendo assiduamente con le amministrazioni locali, gli organi istituzionali, le associazioni e i vari comitati si impegna attivamente per la diffusione della cultura dell’innovazione, dell’accoglienza, della professionalizzazione e della responsabilità sociale sul proprio territorio.

Per adesioni:
Segreteria – Ufficio Promozione & Sviluppo ConfcommercioElba -

Martina Burroni
Cell. 320.7468172
 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 16 Aprile 2012 10:42)

 
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Caro-affitti e desertificazione dei centri elbani:
una piaga sociale sulla quale intervenire

Il protrarsi di una preoccupante situazione di fondi commerciali sfitti, particolarmente evidente nel centro storico di Portoferraio, ma rilevabile anche in altre zone della città e nei vari paesi elbani, ci impone – in quanto associazione di categoria del settore - una serie di riflessioni.
Innanzittutto, va evidenziato l’importante ruolo sociale svolto dagli esercizi commerciali, che con i colori delle vetrine e le loro luci accese, oltre ovviamente a rendere un servizio al pubblico, rappresentano l’animazione dei centri urbani. Una rete di attività che crea aggregazione e mantiene vivi i rapporti nelle comunità, rivestendo quindi una importante funzione sociale per tutti.
Purtroppo, il quadro economico generale è mutato molto in questi ultimi anni rispetto ai tempi felici degli scorsi decenni, per cui molte attività commerciali stentano ad andare avanti e a reggere all’urto della recessione.  Di fatto, accade spesso che i vecchi commercianti cessino la loro attività per raggiunti limiti di età, e che i giovani abbiano difficoltà a mettersi in gioco e ad affacciarsi sul mercato, soprattutto a causa delle esose richieste dei canoni di locazione dei fondi.

Una questione, questa, da doversi doverosamente affrontare con senso di responsabilità sociale da parte di tutti.  Non è pensabile che, in periodi nei quali il potere d’acquisto delle famiglie sta scemando sensibilmente, e dunque anche le prospettive di giro d’affari per le attività commerciali, un esercizio debba far fronte talvolta ad affitti mensili decisamente esagerati.

Purtroppo, in passato si è ampiamente diffusa la mentalità per cui il possessore di fondi o di attività commerciali, cedendo in affitto le medesime si assicurava un introito sovente pari, se non superiore, a quanto il locatario riuscisse in effetti a realizzare per sé e per la propria famiglia, ancorché messa tutta all’opera. Una comoda speculazione, per onor di cronaca non generalizzata, ma alquanto diffusa, che ha consentito a molti di vivere di rendita sul lavoro ed i rischi altrui.

Pur non potendo intervenire nel merito delle transazioni private sul libero mercato, la nostra associazione si sente in dovere di evidenziare questa anomalia, che in tempi difficili come quelli attuali necessiterebbe di una coscienziosa revisione da parte dei possessori di immobili commerciali.

Se il senso etico che ciascuno di noi dovrebbe possedere, riuscisse a far comprendere che in una comunità socialmente progredita ed equa, l’interesse generale ha una sua valenza, allora probabilmente le cose andrebbero meglio per tutti.  Un concetto, questo, estremamente attuale, in un momento di forte lotta all’evasione e di collettiva ribellione allo sperpero di denaro pubblico.

Ma, volendo essere obiettivi, è un concetto estensibile anche alla prolungata chiusura invernale di alcuni esercizi commerciali dei nostri centri storici che, con le vetrine e le verande spente per diversi mesi all’anno, purtroppo contribuiscono a far morire i centri stessi.  Se per le attività prettamente stagionali, quelle poste sulle spiagge o fortemente decentrate, la sola apertura nei mesi estivi è più che logica, rimane discutibile la decisione di stare chiusi nel centro per molti lunghi mesi. Sempre per quel senso etico che ci è tanto caro, se ne dovrebbe avere consapevolezza, agendo di conseguenza ed organizzandosi in modo tale da assicurare un servizio anche nei mesi di bassa stagione, chiudendo a rotazione. 

Certamente si tratta di questioni delicate, soprattutto in questa fase di estrema liberalizzazione delle attività, sulle quali è lasciata ampia facoltà al singolo operatore di agire come meglio crede, sia in materia di orari che di tipologie merceologiche, in un eccessivo affidamento alle dinamiche di mercato.

Auspichiamo pertanto che le amministrazioni comunali, e quella di Portoferraio in primis, in un quadro di misure incentivanti e deterrenti, possano incidere al riguardo, favorendo le attività che coraggiosamente stanno aperte tutto l’anno e invogliando le altre a fare altrettanto.

Da parte nostra, se richiesto, siamo totalmente disponibili ad offrire il nostro contributo, per vedere di conciliare da una parte le esigenze dei vari gestori e commercianti, e dall’altra quelle della comunità, cercando di favorire un’alternanza nella chiusura per ferie delle varie attività, onde assicurare un dignitoso servizio al pubblico anche nei mesi invernali ed un contributo a mantenere viva la città.

Ma auspichiamo soprattutto una seria riflessione da parte dei proprietari di fondi sfitti e di quelle attività in funzione, il cui esoso canone d’affitto sta mettendo in seria difficoltà i gestori: se chiudono gli esercizi commerciali, muore il centro e ne perdiamo tutti.

Vogliamo poter credere in un solidale slancio di “elbanità” e nella responsabilità sociale di proprietari di immobili commerciali ed aziende concesse in gestione, affinché sappiano prendere atto dei forti cambiamenti economici in corso e coraggiosamente si decidano ad assestare i costi di locazione, quelli particolarmente elevati, su parametri più equi e confacenti.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 23 Gennaio 2012 16:38)

 
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Sancito un importante accordo tra AOPA, Aeroporto Isola d’Elba, Elbafly, ConfcommercioElba e Associazione Albergatori Elbani.

Le rimostranze dei piloti AOPA a causa delle elevate tariffe praticate dall’aeroporto elbano, sfociate in un articolo apparso sulla rivista Volare lo scorso mese di agosto e rimbalzate sulle cronache locali, hanno ottenuto una pronta e positiva risposta da parte dell’Isola d’Elba.
Essendo stati chiamati in causa gli operatori turistici e commerciali del territorio, Confcommercio Elba si è sentita in dovere di invitare i vertici nazionali di AOPA – l’Associazione italiana dei piloti e proprietari di aerei privati, affiliata all’organizzazione internazionale IAOPA - per un incontro chiarificatore che gettasse le basi a nuove e proficue aperture nei confronti del mondo dell’aviazione generale.
Questo è stato possibile soprattutto grazie ad una inversione di tendenza nelle politiche gestionali dell’Aeroporto della Pila, sfociate nella recente nomina ad Amministratore Unico di Aerelba e di Alatoscana – rispettivamente proprietà ed ente gestore dell’aeroporto, facenti capo sostanzialmente alla Regione Toscana, con la partecipazione della Camera di Commercio di Livorno- dell’ing. Claudio Boccardo, il quale ha manifestato nei fatti una concreta volontà di interazione con il tessuto socio-economico locale, per un’operazione di rilancio della struttura aeroportuale elbana.

All’incontro, avvenuto sabato 22 ottobre scorso, hanno partecipato il Presidente AOPA Rinaldo Gaspari, il Segretario Generale Massimo Levi, il referente AOPA per l’Elba Alessandro Sirabella, il Dirigente dell’aeroporto Claudio Boccardo, il Presidente di Elbafly Maurizio Furio, la Presidente di ConfcommercioElba Franca Rosso e Christian Martorella per l’Associazione Albergatori.
Dal summit è emerso il vivo interesse reciproco per l’avvio di una nuova fase collaborativa, che consenta da una parte ai piloti di aerei privati l’identificazione dell’aeroporto elbano quale scalo e meta preferenziale, e dall’altra alla gestione aeroportuale di poter incrementare i propri flussi interni, producendo nel contempo una positiva ricaduta economica per il comparto turistico e per l’imprenditoria locale.
Nel concreto, sono state gettate le basi per la realizzazione all’Elba nel prossimo mese di aprile dell’Assemblea annuale dei soci AOPA, che conta ben 800 iscritti, mentre per il mese di settembre 2012 dovrebbe essere organizzato il Regional Meeting - ossia il convegno internazionale IAOPA - abbinato ad un “Fly-in” per gli accompagnatori, della durata di alcuni giorni.
Sarà inoltre elaborata una convenzione - valida per tutti i soci AOPA - con un circuito di strutture alberghiere e ricettive, di attività commerciali, della ristorazione e dei servizi appartenenti alle associazioni di categoria promotrici, che preveda condizioni di favore ed una speciale scontistica ai possessori della Air Crew Card.

La direzione aeroportuale, da parte sua, ha già effettuato una revisione delle tariffe di sosta previste, che vedranno ulteriori vantaggi per gli iscritti IAOPA, invogliando gli aerei privati a venire con sempre maggiore frequenza sull’isola. L’ing. Boccardo ha illustrato inoltre le prospettive di sviluppo strutturale dell’aeroporto sulle quali sta lavorando, per puntare ad un tangibile rilancio dello scalo, adeguandolo in termini di standard dei servizi e degli impianti. Un ulteriore importante impegno è stato assunto tra le parti per la soluzione della questione relativa all’alto costo dei carburanti, generato dalle restrittive modalità di trasporto che incidono pesantemente sui prezzi di erogazione.

Elbafly dovrebbe rappresentare il fulcro operativo e di raccordo delle varie iniziative, che possono prevedere la realizzazione di scuole di volo all’Elba, di accordi con gli Aeroclub federati AeCI affiliati ad AOPA, di eventi e raduni aerei, nonché la creazione di pacchetti turistici a tema, cioè legati a soggiorni termali e della salute, ai percorsi minerari, a week-end speciali, e a quant’altro l’isola è in grado di offrire, soprattutto nei mesi di bassa stagione.
Dal confronto sono emerse anche altre importanti iniziative, sulle quali è stata manifestata la ferma volontà di collaborare, segnando l’avvio di una nuova sinergia tra aviazione generale, aeroporto dell’Isola d’Elba, operatori turistici e imprenditoria locale, con significativi vantaggi per tutti gli attori in causa.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 03 Novembre 2011 12:55)

 
C.I.F. Comitato Imprenditoria Femminile

FRANCA ROSSO PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO ELBA
ALLA GUIDA DEL COMITATO IMPRENDITORIA FEMMINILE
DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI LIVORNO

"Quando mi fu chiesta la disponibilità - da parte della nostra Confcommercio Provinciale - a ricoprire tale incarico, subito dissi di no perché ritenevo troppo gravoso l’impegno, visto che prevede una certa frequenza in Camera di Commercio a Livorno.
Su sollecito anche di altre imprenditrici, come me già all’interno del Comitato uscente, mi presi qualche giorno di tempo per pensarci.   Certamente si trattava di una carica impegnativa, che si andava a sommare a tutti gli altri impegni derivanti dalla conduzione della nostra Associazione elbana, però pensai anche che poteva costituire elemento di prestigio e di positivo apporto per le nostre imprese dell’isola.

Infatti, più acquisisco esperienza nel mandato che Voi mi avete conferito, più mi rendo conto che i “giochi” vengono fatti fuori dall’Elba, e che non ci possiamo limitare a recriminare e lamentarci quando ormai è troppo tardi.   E’ importante che la nostra isola venga rappresentata nei consessi che contano, almeno a livello provinciale, laddove vengono prese le decisioni.
In quest’ottica ho accettato di offrire la mia candidatura alla Presidenza del C.I.F., con l’intento di poter offrire un sostegno alle nostre imprese in rosa, e con il più vivo desiderio di poter realizzare presso la nostra struttura una sorta di “laboratorio” di idee, proposte e iniziative che possano andare incontro alle esigenze delle nostre imprenditrici."

  

Ultimo aggiornamento (Venerdì 16 Settembre 2011 12:45)

 
Trasporti Marittimi

Sistema dei collegamenti marittimi:
una questione da risolvere.

Mentre seguiamo con viva apprensione l'intera vicenda sulla privatizzazione di Toremar, attendendo che ci siano rese note le decisioni dell'Autorità Garante per la concorrenza, non ci possiamo esimere da una seria riflessione a tutto campo.

Il caso dell'Oglasa, ferma per avaria e nella dichiarata impossibilità di una sua sostituzione con altro traghetto, anche a noleggio, fa trapelare una situazione alquanto delicata ed incerta.
Pur non potendo conoscere ogni minimo risvolto, dobbiamo considerare che i tagli ai servizi non fanno ben sperare, e che il contributo di Toremar fu già al momento della decisione di privatizzare diminuito dal Governo, a fronte peraltro della garanzia dei servizi stessi.
Se è vero che il soggetto aggiudicatario di Toremar – chiunque esso sia – cambierà le navi in linea, altrettanto lo è la presa d'atto che la società deve oggi imboccare una strada, e soprattutto passare ad una gestione in cui si possano attuare gli investimenti sulla flotta.
Allora, fermo restando l'irrinunciabile valore di una sana concorrenza sul mercato dei collegamenti marittimi - tale da poter assicurare tariffe adeguate e competitive – non possiamo perdere di vista la necessità di ottenere l'assoluta garanzia della continuità territoriale per tutti i dodici mesi dell'anno, nonché il mantenimento dei livelli di servizio e di occupazione.
 
Non vorremmo che certi paradigmi, relativi alla sostenibilità economico-finanziaria dell'intera operazione - dati per scontati - potessero in effetti rivelarsi fragili e non mantenibili in prospettiva.
Nel caso di definitiva aggiudicazione di Toremar a Moby, accogliendo il ricorso presentato dall’Associazione Albergatori e da noi condiviso e sottoscritto, il Garante dovrà assicurare un regime di libero mercato che tuteli l’utenza, ma che consenta anche il raggiungimento di un equilibrio per le compagnie operanti sul canale.
Sicuramente, se Toscana Navigazione si fosse aggiudicata la gara di privatizzazione, avremmo avuto una situazione più fluida, evitando il rischio di un quasi monopolio. Ma così non è avvenuto, a quanto pare per mancanza di tutti i presupposti necessari, venendosi ad aprire una fase alquanto delicata ed incerta.
In questo contesto, servono ora scelte bilanciate: va trovato il giusto algoritmo che assicuri contestualmente la libera concorrenza, la sostenibilità economica per ogni compagnia, il mantenimento dei livelli occupazionali, nonché le garanzie sui servizi e sulla continuità territoriale, affinché essa rappresenti elemento di certezza tutto l’anno. Se ciascuno di questi fattori non venisse soddisfatto, la popolazione elbana e le attività economiche potrebbero subire gravi ripercussioni.
Ma nell’attesa che la situazione si sbrogli, non ci possiamo esimere dal valutare il sistema dei collegamenti marittimi nel suo insieme, compresi i servizi a terra sui porti elbani e le vie di percorrenza per accedervi.        
Lo scorso fine settimana è emersa una fortissima criticità su Portoferraio, la cui area portuale e di preimbarco è rimasta letteralmente intasata per ore, con ingorghi che iniziavano già prima della rotonda degli Orti, sulle due direttrici di confluenza.
Riteniamo che questa problematica, fonte di enorme disagio per turisti e residenti, non possa essere né tollerata, né affidata al solo intervento della Polizia municipale del capoluogo, ma debba essere risolta con una seria pianificazione e coordinamento a monte.

Così come il porto di Piombino ha saputo in tutti questi anni riqualificarsi e dotarsi di infrastrutture -talvolta anche contestate e di dubbia valenza come le sbarre- è necessario che anche la portualità elbana venga finalmente riconsiderata da parte dell’Autorità, al fine di migliorarne l’efficienza e la qualità dei servizi.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 29 Giugno 2011 08:51)

 
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