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Trasporti Marittimi

La vicenda della privatizzazione di Toremar ha vissuto in questa fine anno alcuni passaggi fondamentali nei quali sono state scritte le future garanzie per i cittadini e gli operatori turistici di questa isola.
Il celere iter è passato quasi sotto silenzio, come tutti gli aspetti positivi che non fanno eco e che, quando finalmente arrivano, sembrano scontati.
In realtà dietro un risultato come questo – specie in un momento attuale in cui è quanto mai difficile trovare la concretezza per affrontare i problemi – c'è un lavoro intenso di rappresentanza delle esigenze e di confronto con gli organi tecnici interessati che, in questo caso le associazioni, hanno compiuto nella consapevolezza che fosse assolutamente necessario cambiare marcia.
Nella delibera sulle linee guida del futuro bando di gara, da approfondire nei prossimi incontri, c'è la risposta ad un passo di crescita che questo territorio ha saputo compiere con l'apporto di tutte le associazioni.

Non dobbiamo correre il rischio che la discussione sui trasporti perda questo tenore e scivoli di nuovo in una bagarre, che non ci deve riguardare, perché le soluzioni che aspettiamo passano dalla volontà di una compagnia di assumere un ruolo in questo territorio, prendendo i vantaggi economici ma anche le responsabilità per i servizi di continuità territoriale e per il personale di Toremar; come dire, divenendo l'interlocutore di tutti per stare al tavolo delle nuove strategie turistiche di quest'Isola, con la disponibilità e la voglia di spendere qualcosa per il nostro futuro.
In questo le attuali procedure sugli accosti non possono essere disconosciute, non tanto e non solo per una coerenza del lavoro dell'Autorità competente, alla quale deve essere comunque riconosciuto fino ad oggi, ma perché siamo convinti che siano la cornice che permetterà di scrivere le regole di una gara, quella che assegnerà Toremar, la cui posta in gioco è troppo alta per permettere a chiunque di metterla a rischio.
Vogliamo proseguire il percorso avviato e chiederemo un nuovo incontro con tutte le altre Associazioni per capire i prossimi passi, compreso quello di valutare l'opportunità di avviare un confronto comune con chi si candiderà ufficialmente ad acquisire Toremar, con le manifestazioni di interesse richieste dalla Regione.

 

Ultimo aggiornamento (Martedì 16 Febbraio 2010 20:36)

 
Trasporti Marittimi

Nell’incontro dello scorso sabato, sulla privatizzazione Toremar l’assessore ai Trasporti ed Infrastrutture Riccardo Conti ribadiva che la regione non è un armatore e, riguardo agli advisors proposti da Comuni ed associazioni, precisava che sarebbero state accettate preliminari indicazioni di indirizzo, ma non interferenze nella stesura del bando di gara.
Nel prendere atto di tutto ciò, andiamo però a stabilire l’imprescindibile condizione di voler essere protagonisti nel nostro territorio e di non poter demandare ad altri il compito di disegnare il nostro destino, chiedendo loro ciò che oggettivamente non ci possono dare. E’ l’ora di dare una scossa al tessuto socio-economico dell’isola d’Elba, di favorirne con concretezza di intenti la crescita globale, a garanzia di un futuro decisamente meno critico.
Agire con oculatezza su un’operazione destinata a rigenerare le nostre sorti vuol dire saper superare prese di posizione e preconcetti, cercando di puntare dritti al risultato positivo; significa abbandonare le logiche di parte, avendo l’umiltà di ammettere ciascuno le proprie responsabilità; significa ancora saper fare autocritica e invertire la rotta.
La creazione di una nuova forza di trasporti marittimi tra l’Elba ed il continente non deve prescindere dal bisogno collettivo degli attori locali, rappresentati sia dal mondo imprenditoriale che da quello politico. Occorre dunque una strategia condivisa, che dia dignità al dibattito sul “Progetto Elba”, in mancanza della quale il documento resterebbe un freddo resoconto di garanzie, senza diventare mai una concreta occasione di cambiamento.
Urge costruire qualcosa insieme, facendo affidamento su un armatore di consolidata esperienza e chiamando a raccolta il nostro tessuto economico, politico e sociale, perché solo in seno alla compagine possiamo esercitare una concreta azione di controllo.
Vogliamo una compagnia di navigazione che rappresenti il territorio, che tuteli gli interessi dell’Elba e degli elbani.
Vogliamo, ancora, una compagnia che crei occupazione per la nostra gente, che faccia lavorare le locali imprese commerciali, artigianali e dei servizi. Vogliamo una società che reinvesta gli utili sul territorio, che lo sappia promuovere, che sostenga eventi e manifestazioni, che possa infine collaborare con le attività turistiche puntando anche al prolungamento della stagione.
La meraviglia di questa isola ci ha permesso di affrontare per anni la scommessa del turismo senza l’onere di spendere professionalità ed investimenti che oggi sono invece indispensabili per stare sul mercato, con la pretesa di crescere pur in un periodo di crisi economica che di per sé non aiuta.
Così se i passaggi nave tengono, le presenze diminuiscono. Lecito chiedersi se questo dipenda esclusivamente dal settore trasporti o se debba ricondursi a più fattori, tra cui un’offerta turistica complessivamente fragile sul piano della competitività e quindi da ripensare, nonché delle infrastrutture inadeguate e servizi a terra spesso carenti.
Allora, senza cedere ai richiami di esotiche sirene, inevitabilmente motivate dal business ma senza alcuna affinità con il territorio, che potrebbero abbandonare il servizio dopo alcuni anni lasciandoci nei guai senza troppi rimpianti, cerchiamo tutte le garanzie necessarie in soggetti più vicini a noi che, con comprovata capacità armatoriale, sappiano assicurare un servizio serio fino alla scadenza dei dodici anni previsti.
Che puntino ad un completo rinnovamento della flotta, acquisendo mezzi di nuova generazione alimentati con combustibile green, riuscendo in tal modo a ridurre le tariffe. Che siano in grado di organizzare un servizio efficiente ed attento alle nostre esigenze.
Questa è la Compagnia che vogliamo. Per questo la nostra associazione avvierà un serio percorso di confronto con i soggetti che meglio di altri rappresentano queste caratteristiche, superando scontri e contrapposizioni, certa che anche questo sia un ruolo irrinunciabile nell’interesse della nostra economia.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 15 Febbraio 2010 22:54)

 
C.I.F. Comitato Imprenditoria Femminile

       

Seduta Aperta su
L'IMPRENDITORIA FEMMINILE

Venerdì, 20 Novembre 2009 Ore 10.00 - 13.30
presso la Sala della Provincia
Viale Manzoni, 11 PORTOFERRAIO

A tutte le Signore Imprenditrici Elbane

Cara associata,
ho il piacere di comunicarti che, in qualità di membro del Comitato Imprenditoria Femminile della CCIAA di Livorno, durante la recente stesura del piano programmatico triennale ho richiesto che, tra le prime iniziative, venisse organizzato un incontro all’Isola d’Elba, con le nostre imprenditrici locali. L’idea di portare direttamente il Comitato sul nostro territorio, oltre ad accorciare le distanze dal capoluogo di provincia, consente una migliore divulgazione delle finalità a cui l’istituto stesso è preposto.
Verranno illustrate le iniziative già intraprese e quelle programmatiche per il corrente mandato, vi saranno testimonianze dirette sulle esperienze professionali di alcune rappresentanti del Comitato, ci sarà infine l’apertura di un dialogo ed un confronto con le nostre imprenditrici elbane, per meglio coglierne le istanze.
Ti invito pertanto a partecipare all’incontro di venerdì 20 novembre p.v., pregandoti di stendere l’invito anche ad altre lavoratrici autonome tue amiche: sarà sicuramente un felice momento d’incontro di genere, che segnerà l’avvio per nuovi percorsi condivisi.

Ti aspetto,
Cordialmente

Franca Rosso

 

 
Trasporti Marittimi


L'iniziativa della Autorità Portuale di Piombino soddisfa finalmente quella richiesta di trasparenza da tempo rappresentata dal territorio, ma viene da chiedersi se sia giusto in questa fase spostare l'attenzione dal problema della privatizzazione To.re.mar.
In un momento in cui c’è in ballo l'intero pacchetto degli accosti di To.re.mar, con un generale impegno nella ricerca della garanzia dei servizi e della tutela dei posti di lavoro, unica fonte di reddito di tante famiglie, parlare di sette nuovi “Slot” e di terze compagnie potrebbe in qualche modo sminuire la portata dell’operazione.

Un contributo pubblico, che da un lato consente di migliorare i servizi e dall'altro dovrà comunque essere aggiudicato a chi garantirà condizioni migliori anche dal punto di vista delle tariffe, corre il rischio di perdere parte della propria valenza qualora la transazione risultasse meno interessante.
Occorre dunque senso di responsabilità ed una vera nuova strategia dei trasporti, al di là di ogni iniziativa estemporanea.

Ultimo aggiornamento (Martedì 16 Febbraio 2010 00:43)

 
Trasporti Marittimi

GARANZIE DA INSERIRE NEL BANDO DI “PRIVATIZZAZIONE TO.RE.MAR.”

CONSIDERAZIONI
 
La procedura è ormai nella disponibilità della Regione Toscana, previo accordo con il Governo, già fornito peraltro con lettera.
 
Occorre quindi cercare di ottenere il massimo delle garanzie nel bando, predisponendo una piattaforma di esigenze condivise da Comuni ed Associazioni.
  
E' fondamentale costituire un “tavolo permanente per la continuità territoriale”, che dovrà rappresentare uno strumento o una forma di Authority di controllo e monitoraggio, affinché le clausole poste nel bando vengano sistematicamente rispettate.
 
 Le garanzie da inserire potrebbero essere sostanzialmente le seguenti, da valutare o come obblighi o come criteri di valutazione: 
 
  1. Il rispetto di standard qualitativi minimi dei servizi, a partire da un adeguato livello di base.
  2. Il rinnovamento della flotta con risorse del privato, considerando che quelle pubbliche potrebbero non esserci, o quantomeno si prestano a dubbi di legittimità, ed una garanzia di idoneità tecnica, capacità di garantire la continuità del servizio e sostituibilità in caso di avaria.
  3. Il miglioramento, in fase di gara, di copertura delle fasce orarie in perdita e di quelle a rilevanza sociale, quali le corse serali e notturne, impiegando a tal fine l'eventuale risparmio del contributo.
  4. L'ottimizzazione degli orari delle corse con il trasporto pubblico su rotaia e su gomma, assicurando la continuità dei collegamenti terra-mare.
  5. L'applicazione di tariffe che si attengano ai seguenti principi:
competitività = rispetto ai parametri congrui con il costo di altre tratte tirreniche, ancorando il prezzo del biglietto alla lunghezza della tratta;
 
equità = distinzione in tre categorie: tariffe ridotte per residenti, intermedie per pendolari e proprietari seconda casa, normali per turisti e altri
 
chiarezza = prezzi fissi ed esposti in ogni periodo dell'anno, evitando eccessivadiscrezionalità” o l'equivoco di “offerte civetta”, oltre alla revisione di eventuali addizionali sul biglietto, ormai superate.
  1. Il mantenimento dei livelli occupazionali, valorizzando le risorse in un'ottica di sviluppo dei servizi, delle tratte e del numero dei passeggeri trasportati che, con prezzi competitivi, potrebbero subire un netto incremento.
  2. Il divieto di compensazione, da parte della Società aggiudicataria, dei costi di gestione del servizio oggetto del bando, con i costi gestionali di altre tratte.
  3. La preferenza, a livello di punteggio, per chi si insedierà una base operativa ed amministrativa permanente sul territorio dell'Isola d'Elba.
  4. La tutela delle condizioni inserite nel bando di gara ad opera dell'Authority di cui sopra, prevedendo anche un sistema sanzionatorio e/o revocatorio in caso di mancata osservanza.

Ultimo aggiornamento (Martedì 16 Febbraio 2010 20:26)

 
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