Home I nostri comunicati Altri comunicati
Altri comunicati

SI APRA LA “VERTENZA ELBA”

La pubblicazione del libro di Francesco Bosi, ancor prima di entrare nel merito dei contenuti, rappresenta già di per sé una novità: uno scossone che speriamo possa costituire il preludio ad una presa di coscienza per tutto il territorio, indebolito da una gestione amministrativa poco incisiva che, negli anni, non ha saputo offrire risposte concrete per uno sviluppo di qualità.
La mancanza di una visione d’insieme, di un progetto chiaro e condiviso da parte dei vari comuni elbani, più propensi a misurarsi tra loro che a fare fronte compatto verso i livelli istituzionali superiori, ha di fatto contribuito ad indebolire un sistema già di per sé fragile in partenza. E’ evidente che un’isola presenta mille criticità rispetto alla terra ferma, criticità che se non vengono superate adeguatamente e con il dovuto tempismo, si ripercuotono inevitabilmente sul suo fragile assetto socio-economico, contribuendo ad incrementare quel gap che la distanzia dalle altre realtà. Emerge la percezione che questi aspetti siano stati piuttosto sottovalutati nel tempo dalla nostra classe politica locale, che ha “viaggiato a vista” nell’ordinarietà, con una evidente mancanza di prospettive e coesione: ciò non ha certo favorito il superamento dello svantaggio iniziale con il quale la popolazione residente e le nostre imprese locali si devono costantemente misurare.

Bosi ha compreso che il sistema è arrivato ormai al capolinea e che richiede risposte rapide ed efficaci. La politica dei “politicanti” non è più sufficiente; servono Amministratori capaci e attenti che, assieme al territorio, sappiano gettare le basi per un profondo rinnovamento: pena la mancanza di competitività o, peggio ancora, la squalifica.
La nostra associazione già in primavera lanciò un grido d’allarme, esternando le difficoltà nelle quali si dibattono le imprese isolane, in uno scenario economico dai tratti confusi e dai parametri saltati. E’ ormai fin troppo evidente che stiamo arrancando con una pericolosissima mancanza di progettualità che, se non verrà trovata rapidamente, con l’apertura di quella che Bosi chiama “vertenza Elba”, rischia di condurre al collasso l’intero sistema.
Consapevoli di tutto ciò, categorie economiche e rappresentanze imprenditoriali locali hanno già intrapreso una preliminare fase di confronto con esponenti di spicco delle varie forze politiche, al fine di individuare insieme misure e percorsi utili a raddrizzare la situazione.
Una fase esplorativa a cui deve seguire un dibattito aperto sul territorio, per decidere finalmente quale deve essere l’Elba che vogliamo. Un processo di autodeterminazione che deve portare a scelte di crescita chiare e coraggiose, nella consapevolezza che è inutile parlare di Arcipelago Toscano, se prima non siamo capaci di trovare una sintesi a livello elbano.
Dobbiamo urgentemente saper costruire un progetto di qualità, condiviso e vincente, focalizzato sulle chiavi di volta per un nuovo sistema Elba: collegamenti, tutela dell’ambiente, qualificazione dei servizi e dell’offerta, strategie di comunicazione. Occorre incominciare a pensare in grande, lavorando su ipotesi di Porto Franco, di una Fondazione elbana con destinazione del 5 per mille, ma soprattutto è necessario - a nostro avviso – l’elaborazione di un serio progetto di Green Economy in grado di migliorare l’immagine e l’appeal dell’isola verde e blu , attivando specifici finanziamenti. Un’iniziativa che sappia mettere in campo competenze e professionalità, rappresentando oltre che uno sviluppo per il territorio anche un’occasione di lavoro per i nostri giovani laureati. Un progetto alla cui base vi sia l’ottimizzazione del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, attualmente carente e troppo costoso per l’utenza, l’adeguamento degli impianti fognari e di depurazione, la realizzazione di nuove fonti di energia rinnovabile, ed inoltre la creazione di piste ciclabili, la riqualificazione di servizi pubblici ed infrastrutture, ed altro ancora.
Bisogna sapersi muovere nell’ottica di una riqualificazione del territorio, orientata prevalentemente al recupero del patrimonio edilizio esistente, secondo innovativi criteri di bio architettura, e contenendo il più possibile la realizzazione di nuove volumetrie.
Uno sviluppo che tuttavia sappia porre in risalto le peculiari risorse di cui il territorio dispone: le miniere di Rio Marina e di Capoliveri rappresentano sicuramente un grosso potenziale per la futura offerta turistica territoriale.

Servono idee nuove, ma anche misure a sostegno delle imprese ormai troppo indebolite per farcela da sole.
Ciò che però è fondamentale, per superare uno stato di annichilimento che può portare alla deriva, è la ricerca di uno spirito di cooperazione tra tutti gli attori della comunità, una coesione tuttora colpevolmente assente. Un moto di orgoglio che faccia esprimere al meglio le risorse intellettuali presenti sull’isola, superando quel pericoloso senso di ineluttabilità ed apatia che fa perdere di vista la strada maestra e delega ad altri soggetti istituzionali il potere decisionale.
Ora più che mai c’è bisogno di un “Elba Deal”, di un partecipato movimento di rinnovamento che, mettendo in campo le sue forze migliori, sappia trovare la giusta via di uscita. Vanno attivati i cosiddetti meccanismi di feed –back, per invertire la rotta e riacquistare nel contempo quella credibilità territoriale attualmente compromessa.
E’ un’esigenza avvertita ed improcrastinabile, alla quale tutti i soggetti politici ed istituzionali sono chiamati a rispondere: un confronto serrato ma costruttivo, al quale il mondo economico vorrà sicuramente offrire il proprio doveroso contributo.

Ultimo aggiornamento (Martedì 24 Agosto 2010 17:47)

 
Altri comunicati

LETTERA APERTA DELLE
ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA ELBANE

         Al Presidente della Regione Toscana
e p.c. - Assessorato al Turismo
         - Assessorato Trasporti ed Infrastrutture

         Al Presidente Provincia di Livorno

        Al Presidente C.C.I.A.A. di Livorno

I più salienti fatti di attuale interesse per il sistema economico e turistico dell’Isola d’Elba ed Arcipelago Toscano, ed ancorché alcuni aspetti di carattere socio-politico che coinvolgono il territorio, sono stati oggetto di attenta disamina da parte delle scriventi associazioni di categoria, che in maniera condivisa esprimono al riguardo le seguenti considerazioni.
 
Ø       La recente notizia circa la previsione di tagli alle A.P.T. da parte della Regione Toscana è stata colta con comprensibile apprensione da parte delle Categorie Economiche, rappresentando di fatto tali Agenzie un importantissimo strumento per la promozione turistica territoriale, attività ancor più irrinunciabile per una realtà come quella dell’Arcipelago Toscano, la cui economia è basata pressoché unicamente sul turismo.
Nel recepire che tale scelta viene motivata dai tagli alla spesa pubblica previsti dalla Finanziaria del Governo – con conseguenti ridotti trasferimenti alle Regioni – e comprendendo come tutto ciò ricada sui servizi erogati, per quanto attiene la riduzione dei costi delle A.P.T. è vivamente auspicabile l’orientamento ad una loro ristrutturazione, piuttosto che a drastiche e pericolose manovre di soppressione di parte delle importanti funzioni dalle medesime svolte.
E’ infatti evidente che il paventato compito di solo front-office - servizio accoglienza ed informazioni turistiche - con un accentramento delle funzioni di marketing, promozione e sviluppo, pubblicità, progettualità, ecc. delegate direttamente ad un soggetto unico, risulterebbe del tutto insufficiente ed inadeguato alle esigenze dell’Arcipelago Toscano. Ciò, sia per l’effettiva distanza dal capoluogo regionale, che per le specificità del territorio insulare e della relativa offerta turistica, nettamente diversa dalle altre realtà toscane.
La stessa presenza del Parco Nazionale, dovuta ad un eco-sistema estremamente rilevante, che rappresenta un patrimonio ai fini dello sviluppo di un turismo ambientale di qualità, suggerirà sempre più politiche promozionali mirate, volte alla conoscenza del territorio ed allo studio delle bio-diversità.
      Nell’ottica di una declinazione dell’offerta in termini di specificità e di valorizzazione delle risorse naturalistiche, ambientali, mineralogiche, storiche, architettoniche, termali, ecc. che l’Elba ed il suo Arcipelago rappresentano, sempre più sarà necessario veicolare in maniera specializzata le varie azioni a supporto. Un brand unico ed irripetibile, che va ben oltre le ormai inflazionate barriere del turismo balneare, che può e deve saper proporre sui mercati globali un’offerta ricca e attraente: dalle attività sportive open air, al bio-watching, alle escursioni storico-architettoniche, all’enogastronomia, alla nautica da diporto e molto altro ancora.      
Tutto ciò premesso, e fatte salve le esigenze di risparmio della Regione - è auspicabile un intervento volto ad una riorganizzazione delle A.P.T., che da un lato consenta l’ottimizzazione di costi e servizi, e che dall’altro non debba far mancare una loro diretta operatività nelle realtà turistiche più significative in ambito regionale, quale quella dell’Arcipelago Toscano.
A tal proposito, non può essere ignorato l’importante contributo conferito dalla Provincia di Livorno e dalla Camera di Commercio, sempre più attive nel consolidamento di una collaborazione con le scriventi associazioni economiche e con le altre componenti pubbliche e private del territorio.
Va altresì rimarcato come la lunga esperienza ed il feed-back acquisito dall’Elba nel settore turistico possano costituire un’opportunità per tutta la costa provinciale, in un’ottica di integrazione e di sviluppo compatibile.
Le scriventi Associazioni di Categoria si dichiarano, pertanto, disponibili a considerare favorevolmente al riguardo ogni futura ipotesi tesa alla ricerca di una soluzione funzionale, atta a soddisfare le attuali esigenze del territorio e della sua economia.
 
Ø       Relativamente alla privatizzazione di Toremar si apprende che, per motivi strettamente burocratici, l’iter subirebbe un breve slittamento rispetto ai tempi previsti dalla Regione.
      La procedura di affidamento rimane comunque oggetto di un continuo e vivissimo interessamento da parte delle categorie economiche elbane, che individuano in tale operazione una basilare emergenza per la terza isola italiana e per le sorelle minori, in grado di condizionarne gli assetti futuri e di decretare le sorti dell’intero Arcipelago.
Non può, effettivamente, essere ignorato il fatto che i collegamenti rappresentano per le isole l’aspetto più vincolante, non potendo essere raggiunte che con traghetti ed aerei, unici mezzi in grado di assicurare il servizio sociale della continuità territoriale che, in quanto tale, deve essere fruibile anche in termini di costo.
      A tal riguardo viene rimarcata la richiesta già avanzata alla Regione nella passata legislatura, e successivamente ribadita all’assessore Ceccobao, di recepire nel bando di assegnazione le osservazioni già espresse dalle scriventi, oltre ad istituire un osservatorio permanente che veda presente anche una rappresentanza economica locale, al fine di monitorare continuamente lo svolgimento del servizio.
 
Ø       Quanto ai collegamenti aerei, pur apprendendo con sollievo dell’emanazione del bando per la continuità territoriale aerea, non è possibile non rilevare le criticità connesse alla tempistica e ai contenuti dello stesso, che potrebbero nuovamente indurre le compagnie aeree a non partecipare.
Si ribadisce fin d’ora che in detta malaugurata ipotesi ci si dovrà attivare subito, fin dal giorno successivo alla data di apertura delle buste, affinché lo stanziamento del governo non vada perso.
Qualora invece, si possa contare finalmente sul servizio aereo, ci si dovrà attivare immediatamente perché i benefici per la continuità territoriale non siano limitati ad un anno: il diritto alla continuità territoriale non è una tantum o a termine. Riteniamo doverosa una battaglia da parte di tutte le istituzioni perché agli abitanti dell’isola vengano garantiti gli stessi diritti garantiti da decenni agli abitanti della Sardegna, di Pantelleria o Lampedusa.
In merito alla struttura aeroportuale, si ricorda che gli interventi di quest’inverno sono da intendersi solo come buon inizio, al quale deve seguire tutta quella serie di interventi che rendano possibile, senza limitazioni, l’operatività di aerei di almeno 50 posti, secondo le indicazioni emerse in occasione del volo dimostrativo dell’ATR 72-500 del luglio 2009 e che sono da ritenersi finanziariamente e urbanisticamente attuabili in tempi brevi.
In merito al futuro dello scalo, non è possibile parlare in modo semplicistico di coinvolgimento del territorio senza uno studio approfondito dei bilanci della società che fino ad oggi ha gestito lo scalo e senza l’avvio di uno studio serio e approfondito di un plausibile piano industriale. In tal senso, viene auspicato il coinvolgimento della CCIAA di Livorno, che potrebbe farsi carico dell’acquisizione delle risorse da destinare all’elaborazione di un piano industriale credibile, oltre che a coordinare il successivo percorso di affidamento della gestione.
 
In un percorso di questo genere, basato su un progetto chiaro e soprattutto condiviso, si ritiene che il territorio possa essere disposto ad investire, come peraltro ha già dimostrato negli ultimi 5 anni, attraverso la Cooperativa Elbafly.
 
Nel rimanere in attesa di chiarimenti al riguardo e nel ribadire la più ampia disponibilità da parte delle scriventi ad approfondire e valutare le tematiche affrontate, è gradita l’occasione per porgere i più deferenti saluti.

- Confcommercio Elba
- Associazione Albergatori Elbani
- F.A.I.T.A. Campeggiatori
- Confesercenti del Tirreno
- C.N.A. Isola d’Elba

 
Altri comunicati

Obbligo di iscrizione all’Albo Gestori per tutti i commercianti, installatori e centri di assistenza per la raccolta dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (R.A.E.E.).

L’approvazione del recente Decreto Ministeriale n° 65 del 08 marzo 2010, introduce delle novità riguardanti i R.A.E.E., in primis l’introduzione, nella filiera della raccolta dei commercianti, chiamati distributori e degli installatori e dei centri di assistenza.

Lo scopo di questa normativa è quella di sensibilizzare e quindi far decollare la raccolta di tutte queste apparecchiature elettriche ed elettroniche, introducendo il principio del “one to one” che in sintesi obbliga tutti i distributori che vendono materiale elettrico ed elettronico a ritirare presso il proprio negozio il bene dismesso sostituito dal nuovo. Esempio vecchio televisore con nuovo televisore e così via per tutto il resto.

Chi vende od installa prodotti elettrici od elettronici dovrà iscriversi OBBLIGATORIAMENTE, in via semplificata presso una sezione dell’Albo Gestori Ambientali presso la C.C.I.A.A. di Firenze e tenere una piccola contabilità di questo materiale raccolto.

In ogni caso la scrivente Associazione ha organizzato un incontro per approfondire l’argomento e chiarire bene questi aspetti in modo da saper come operare senza incorrere in sanzioni anche gravi. A tale scopo è convocato un incontro per martedì 22 Giugno p.v. alle ore 14.30 presso la sede Confcommercio di Viale Elba in Portoferraio.

Data l’importanza e la delicatezza dell’argomento tutte le imprese associate che ritengono di essere coinvolte in questa recente normativa sono pregate di non mancare.

Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Giugno 2010 12:12)

 
Altri comunicati


CONVENZIONE CON

UNIVERSITA' DI PISA

Nell’ottica di favorire l’inserimento dei giovani laureandi nel mondo del lavoro e di fornire un valido supporto soprattutto ai nostri studenti universitari elbani, l’Associazione del Commercio Turismo e Servizi dell’Isola d’Elba ha sottoscritto una Convenzione con il Rettore dell’Università di Pisa – prof. Marco Pasquali - per accogliere presso le proprie strutture studenti che debbano svolgere tirocini formativi e di orientamento, disciplinati dall’art.18 della legge 24 giugno 1997 n.196 e dal Regolamento del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

L’importante iniziativa è rivolta a studenti iscritti ai Corsi di Laurea, ai Corsi di Laurea Specialistica, ai corsi post laurea e a coloro che abbiano conseguito il relativo titolo da non oltre 18 mesi, su proposta dell’Università, con tirocini gratuiti finalizzati all’acquisizione delle conoscenze di realtà economiche e produttive, al fine di completare il percorso formativo accademico e di agevolare la scelta professionale del tirocinante.

Il tirocinio non costituisce rapporto di lavoro ed è strettamente vincolato al contenuto del progetto formativo; la sua durata non può essere superiore a 12 mesi o a 24 nel caso di studenti portatori di handicap. Nel caso di tirocini che prevedono l’acquisizione di crediti formativi universitari, la durata è determinata dal Regolamento Didattico del Corso di Studio al quale lo studente è iscritto, e sono previste le figure di un tutor designato dall’Università e di un tutor aziendale.

Le informazioni complete sono contenute nella nostra pagina dedicata ai tirocini formativi e di orientamento dell'Università di Pisa.
 

Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Giugno 2010 22:47)

 
Altri comunicati

SULLA QUERELLE TOZZI

Le ultime esternazioni del prof. Tozzi hanno sollevato un'ondata di proteste nel mondo elbano, costituendo la classica goccia che fa traboccare il vaso. E' da notare, peraltro, che esse provengono principalmente dalle parti politiche che a suo tempo appoggiarono l'istituzione del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, il che è tutto dire.

Questo potrebbe fare fin troppo gioco alla logica di chi, come noi, all'epoca si oppose in maniera energica all'applicazione della Legge quadro 394/91 nella nostra realtà elbana, ritenendo il provvedimento un'imposizione dall'alto, un'intrusione che avrebbe recato solo disagi e limitazioni alla popolazione residente ed alle attività economiche, piuttosto che i paventati benefici.

Che le nostre preoccupazioni fossero state all'epoca lecite e fondate lo dimostrano in parte i fatti. Gli stessi fatti che, se non ci fanno gridare ad imponderabili danni arrecati al sistema socio-economico locale, quanto meno rivelano in tutta la loro evidenza l'inconsistente apporto che il PNAT è riuscito ad arrecare al miglioramento del nostro territorio.
Diciamo che la prerogativa di aver operato senza lode e senza infamia ha fatto sì che, nel tempo, l'avversione si sia un po' stemperata, trasformandosi in una civile convivenza e tolleranza che - a questo punto - potrebbero essere rimesse in seria discussione dall'irrituale e provocatorio atteggiamento dell'attuale presidente. 

Ultimo aggiornamento (Domenica 13 Giugno 2010 12:40)

Leggi tutto...

 
Altri articoli...
Banner