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SIAMO STATI AL B.T.O. DELLE ISOLE
vorremmo raccontarvi cosa è successo
se non addirittura cosa sta per succedere

B.T.O. Buy Tourism Online, un incontro con professionisti che quotidianamente si occupano di turismo, comunicazione, internet, marketing e informatica, svoltosi a Portoferraio il 24 e 25 maggio alla caserma De Lauger, voluto con lungimiranza da Fabrizio Niccolai direttore dell’A.P.T, a cui vanno tutti i nostri complimenti e ringraziamenti.
L’argomento che ha dominato questa 2 giorni e stato il web 2.0, piccola sigla entrata prepotentemente nella nostra vita e probabilmente destinata a condizionare il nostro futuro, per questo motivo cercherò di essere il più chiaro possibile nello spiegarvi di cosa si tratta.
Per tutti il B.T.O. ha rappresentato un’occasione per una profonda riflessione su dove sta andando il turismo. Non era difficile intuire la direzione che avrebbe preso la discussione, ma viverla e stata un’altra cosa e le sensazioni per tutti i presenti sono state nette, mi piacerebbe trasmettervi queste emozioni e coinvolgerVi in questa riflessione.

Per una cronaca molto ben fatta e competente della manifestazione vi rimando al sito della blogger Elena Farinelli, si ho proprio scritto blogger non si tratta di un errore (anche se Word me lo segnala come tale, non ho l’ultimissima versione) ma di un termine oramai inserito stabilmente in Wikipedia fra le “Arti, mestieri e professioni”.
Queste riflessioni sono indirizzate a tutti ma soprattutto a quelli come me che non immaginavano che si può fare il “blogger”. Questa ragazza, e come lei molti altri, in tempo reale, utilizzando un portatile riassumeva sul suo sito internet quanto stava accadendo. Vi invito veramente ad
andare a leggere ma fate presto perché il web cambia alla velocità della luce, domani potrebbe non esserci più.

Veniamo al dunque, rinuncio al colpo di scena finale e vi racconto subito la sostanza: Internet e le nuove tecnologie stanno galoppando con una progressione esponenziale, in tutto il mondo le persone connesse alla rete hanno raggiunto il 25%, e se prendiamo in considerazione i paesi più evoluti che rappresentano il nostro bacino di utenza per quanto riguarda la provenienza dei turisti la percentuale sale tranquillamente oltre il 50%.
Visto che il turista tipo è sicuramente persona evoluta, non è difficile ipotizzare che la stragrande maggioranza dei nostri clienti sia potenziali che effettivi siano connessi alla rete e abbiano padronanza degli strumenti disponibili.
A questa constatazione si aggiunge un fenomeno più recente, la nascita ed il successo esplosivo dei cosiddetti social media, con questi intendo facebook, twitter, youtube, flickr e così via, elencarli tutti è impossibile sono veramente tanti e ogni giorno se ne aggiungono di nuovi.
E’ molto interessante ragionare sulle implicazioni che questo comporta e sulle conseguenze di questa nuova tendenza.

Grazie a questi nuovi media le persone comunicano fra di loro molto più facilmente, e capita sempre più di frequente che questa comunicazione non è fra una persona e un’altra persona come fino ad oggi eravamo abituati a fare, ma è fra una o più persone con cento, mille persone, e molti di più sono quelli che soltanto ascoltano.

Si creano amicizie virtuali e reali e le persone si aggregano in gruppi (d’ora in poi userò il termine community) dove condividono gli stessi interessi, preferenze, passioni, emozioni.

Ogni persona fa tranquillamente parte di una o più community e tutti questi contatti si intrecciano fra una community e l’altra in una trama praticamente infinita.
E’ un buzz assordante (brusio) che pervade il Web ininterrottamente, oltre un miliardo di persone che parlano di continuo fra di loro.

Quali sono gli argomenti di queste conversazioni? A questa domanda è molto facile rispondere, la maggior parte delle conversazioni non sono segrete, vengono catalogate e analizzate statisticamente dai motori di ricerca.
Il 70% delle conversazioni online sono relative alle marche: si parla di hotel, di dove andare, ristoranti, vestiti, cellulari…

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Torna il mercatino europeo
ElbaEuropa 2010
Mercato Europeo del Commercio Ambulante
Portoferraio 21-22-23 Maggio

Nel weekend prodotti artigianali e culinari di tanti Paesi

Venerdì prossimo 21 maggio è in programma il taglio del nastro della quinta edizione del mercato europeo del commercio ambulante: 120 bancarelle da mezza Europa che animeranno la Calata e il centro storico per tutto il weekend.

L’iniziativa è organizzata dalla Fiva (Federazione Italiana dei Venditori Ambulanti), in collaborazione con la Confcommercio, il Comune di Portoferraio, la Camera di Commercio di Livorno, l’APT, l’Autorità Portuale e la Moby Lines.

Complessivamente saranno 120 ambulanti che esporranno i loro prodotti a partire dalla banchina d’Alto fondale fino ad arrivare in piazza della Repubblica.

Come negli anni passati le proposte saranno le più varie: si andrà dall’abbigliamento, ai prodotti culinari, alle specialità tipiche dei vari paesi e anche delle varie regioni italiane, ci saranno anche articoli artigianali altrimenti introvabili in altri luoghi e del tutto esotici, dai cappellini e dai tipici copricapo finlandesi alle porcellane di Manchester, ai pupazzi ungheresi oppure ai bulbi provenienti dall’Olanda per chi è interessato al giardinaggio.

Sarà l’occasione per gli artigiani Elbani e Italiani per farsi conoscere a livello europeo e confrontarsi con quanto prodotto sul resto del continente, seguendo una politica di sviluppo e crescita delle proprie aziende.

Non mancheranno le proposte per i buongustai. Per loro un vero paradiso sarà ubicato in piazza della Repubblica, tutto concentrato in poche centinaia di metri, il visitatore potrà trovare il meglio della gastronomia italiana e mitteleuropea. L’iniziativa non si dimenticherà poi naturalmente dei più piccoli, con l’allestimento di uno spazio giochi a loro dedicato.

Ultimo aggiornamento (Martedì 18 Maggio 2010 09:42)

 
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Si è concluso ElbaEuropa 2010
UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI QUANTI

arrivederci al prossimo anno

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 26 Maggio 2010 07:54)

 
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ATTENZIONE !
Truffa ai danni dei commercianti Elbani e non

Abbiamo ricevuto la segnalazione di un tentativo di truffa in corso ai danni di moltissimi commercianti elbani, in queste ore il corriere sta recapitando delle notifiche in contrassegno (circa 30 €.) da parte di un fantomatico notaio Tito Mastrodonato (inesistente), la busta reca la scritta: «Notifica decreto legge 852/2004 sicurezza alimenti. Ultimo avviso». La lettera è in contrassegno, e per il «rimborso marche da bollo e convalida atti» il fantomatico notaio Mastrodonato chiede 29,24 euro

La busta da quanto è possibile verificare anche su internet non contiene niente di riferibile all'azienda, l'unica cosa rilevante è il contrassegno, il corriere purtroppo non può esimersi dal consegnare un plico per cui è stata effettuata regolare spedizione, pertanto prestate particolare attenzione al ricevimento di tali missive.

Su internet andate su Google e cercate "tito mastrodonato notaio"

 

 
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Elba: un sistema fragile che richiede
pragmatismo e risposte concrete.

 

Passata la campagna elettorale, al solito foriera di promesse e spot ad effetto, è forse arrivata l’ora di riflettere seriamente sui punti di forza e di debolezza del nostro particolarissimo territorio, sulle irrisolte problematiche che lo affliggono e sulla improcrastinabile necessità di un’inversione di rotta.
La fortuna di vivere in un posto splendido dal punto di vista paesaggistico ed ambientale non basta a compensare le difficoltà dovute ad un assetto economico estremamente fragile e preoccupante ed alla mancanza di adeguate risposte in termini di servizi sociali, di infrastrutture e di gestione del territorio che, più che altrove, fanno pesare da noi la gravità dell’attuale congiuntura.
Come associazione di categoria, sentiamo impellente il bisogno di sollecitare nuovi approcci verso le politiche che ci riguardano da vicino, con un’attenta analisi delle carenze – cosa peraltro piuttosto semplice da fare – ma soprattutto con l’adozione di nuovi metodi gestionali improntati ad un maggiore pragmatismo e concretezza.
Le nostre imprese stentano ormai a sostenere gli eccessivi costi dello smaltimento dei rifiuti, dovuti al mancato raggiungimento dei parametri di raccolta differenziata imposti dalla regione. 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 23 Aprile 2010 10:45)

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