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La nostra Associazione aderisce con Fipe alla Giornata mondiale del Turismo in calendario per il 27 settembre prossimo. Fipe che rappresenta il settore della gastronomia, del tempo libero e del turismo parteciperà a questa giornata speciale indetta dall’Organizzazione mondiale del Turismo (Unwto). L’Associazione e Fipe credono nell’importanza della gastronomia come strumento di conoscenza delle varie culture e tradizioni nel mondo. Parafrasando il messaggio di Taleb Rifai, segretario generale dell’Organizzazione mondiale del Turismo (UNWTO), secondo il quale il turismo è lo strumento per mettere in contatto le culture del mondo e costruire un mondo di pace, per Fipe la gastronomia permette ai popoli di conoscersi meglio, di comprendersi, di abbattere le barriere spazio-temporali e svelare il loro passato, presente e futuro. Tutti i dettagli e gli aggiornamenti sul sito www.fipe.it

 

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sito ufficiale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo

sito ufficiale della Giornata Mondiale del Turismo

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 14 Settembre 2011 11:52)

 

 ALCUNI DATI DAL RAPPORTO SULL’ECONOMIA PROVINCIALE

Dal settimo rapporto sull’economia della nostra provincia, elaborato dal Centro Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Livorno, rileviamo alcuni dati interessanti sulla presenza delle imprese nel 2010.
Quanto alle consistenze numeriche, distinte nei quattro SEL provinciali, rileviamo che le imprese attive sono risultate così suddivise: Area Livornese 46,1% - Val di Cecina 24,0% - Val di Cornia 17,9% - Arcipelago Toscano 12,1%. Per quanto riguarda quest’ultimo, c’è stato un lieve incremento rispetto al 2009, ma non distribuito in maniera uniforme nei vari comuni: Capoliveri, Rio nell’Elba, Rio Marina e Marciana hanno una variazione del trend attiva, mentre gli altri comuni hanno registrato una lieve flessione.
Com’è noto, le dinamiche in entrata ed uscita delle imprese dal mercato vanno a modificare i più importanti indicatori della demografia d’impresa, il tasso di natalità e di mortalità, ed il risultante tasso di crescita. Nel confronto tra i territori, emerge che sia il tasso di natalità, che quello di mortalità, nella nostra provincia sono più alti rispetto alla media regionale e nazionale, evidenziando così un maggiore turnover delle imprese all’interno del sistema economico. Un alto tasso di ricambio è sinonimo di vivacità imprenditoriale, ma può significare anche uno scarso radicamento nel territorio.
Gli indicatori di crisi rilevano che le imprese livornesi entrate in liquidazione nel 2011 sono in deciso aumento rispetto all’anno precedente (+10,4%), mentre le altre province toscane, con eccezione di Lucca (3,2%), presentano una diminuzione rispetto al 2009. Anche il numero dei protesti in provincia è aumentato rispetto all’anno precedente, ma è calato del 12,7% l’ammontare dell’importo totale.
Per quanto concerne le attività commerciali al dettaglio e ingrosso, nella provincia di Livorno risultano attive 8.737 imprese, di cui 8.278 appartengono alla categoria delle”piccole imprese”, cioè quelle con bilancio inferiore ai 250.000 Euro.
Le imprese femminili attive in provincia registrano un lieve aumento rispetto al 2009, con una maggiore crescita nei settori delle attività professionali, scientifiche e tecniche, dell’istruzione, sanità ed assistenza sociale, attività finanziarie ed assicurative. Sono tuttavia il Commercio, l’Agricoltura e gli Alberghi e Ristoranti i settori nei quali si concentrano la maggioranza delle imprese in rosa, rappresentando circa un terzo delle imprese complessive operanti nel settore di riferimento.
Le donne che ricoprono una carica significativa nelle imprese provinciali ammontano a 13.848, ossia il 30,9% delle persone totali con carica: un’incidenza che risulta in leggero aumento sia rispetto al 2009, sia al 2008.
Anche l’imprenditoria straniera continua ad espandersi in provincia di Livorno, costituendo il 7,1% dell’imprenditoria locale (6,7% nel 2009), ma rimane comunque inferiore al resto della Toscana. I primi quattro paesi di provenienza degli imprenditori comunitari sono la Romania, Germania, Francia e Gran Bretagna, mentre quelli extracomunitari provengono principalmente dal Marocco, Senegal, Albania, Svizzera e Cina. Per i comunitari, l’Arcipelago è il contesto in cui continua ad evidenziarsi l’incidenza più alta, mentre gli imprenditori extra comunitari hanno da noi una rilevanza marginale. Capoliveri è il comune elbano con la maggiore incidenza percentuale di imprenditori stranieri sul totale persone con carica (11,6%), secondo in tutta la provincia solo a Sassetta (11,7), mentre l’incidenza minore di imprenditori stranieri nella provincia di Livorno appartiene in assoluto a Rio Marina (2,9%)
Infine, per quanto riguarda il settore turistico nell’Arcipelago, emerge l’elevata incidenza delle strutture ricettive rispetto al resto della provincia, mentre i ristoranti e bar sono numericamente sotto la media provinciale. Fra i comparti in crescita ci sono gli stabilimenti balneari, i nostri agriturismi sono stabili, mentre si registra un calo delle agenzie di viaggio ed assistenza turistica. 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 27 Luglio 2011 11:07)

 

 LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Si comunica che le seguenti associazioni di categoria:
     CONFCOMMERCIO 
     ASSOCIAZIONE ALBERGATORI ELBANI
     F.A.I.T.A. Campeggiatori 
     CONFINDUSTRIA   
     CONFARTIGIANATO     
+   La Cooperativa ELBAFLY
hanno redatto un documento per richiamare l'attenzione delle istituzioni su specifiche tematiche, che devono trovare soluzione in tempi brevi e, alcune volte, anche senza grandi investimenti.
 
Il documento è stato inviato a:
     Presidente del Consiglio - On. Berlusconi
     Ministro Infrastrutture e Trasporti - On. Matteoli
     Ministro del Turismo – On. Brambilla
     Presidente Regione Toscana – Enrico Rossi
     Presidente Provincia di Livorno – Giorgio Kutufà
     Presidente Camera di Commercio Livorno – Roberto Nardi
 
L'enunciato rappresenta le più importanti ed urgenti questioni che investono attualmente il settore turistico del nostro territorio, ripercuotendosi negativamente sulle imprese e sul mondo economico locale.
Trasmettiamo di seguito una sintesi dei vari punti trattati nel documento, a fronte dei quali viene richiesto l'intervento delle autorità di governo, ai vari livelli istituzionali.
 
Collegamenti aerei A seguito delle note vicende giudiziarie, relative al bando di continuità territoriale con gli aeroporti di Pisa e Firenze, viene richiesta l'assegnazione provvisoria del collegamento ad altra compagnia, per non perdere ulteriore tempo. Si chiede inoltre che Elbafly -partecipata da rappresentanze economiche ed istituzionali locali- venga coinvolta nelle prossime politiche gestionali del nostro aeroporto, in quanto l'attuale amministrazione dello scalo opera in maniera avulsa dal territorio e priva di strategie commerciali e di sviluppo.
 
Collegamenti marittimiSi ribadisce l'importanza di un regime di libera concorrenza per assicurare tariffe congrue, in attesa che l'Autorità Garante dell'antitrust si esprima sul ricorso presentato dall'Associazione Albergatori e sostenuto da altre associazioni di categoria. Viene altressì sottolineato come le procedure di affidamento di Toremar debbano rispondere a criteri di salvaguardia della continuità territoriale per tutto l'anno, e debbano rappresentare garanzia per la qualità del servizio e per i livelli occupazionali.
 
Turismo Alla luce della recente approvazione del Codice di Riforma del Turismo, vista l'altissima vocazione dell'Elba e dell'Arcipelago Toscano in tale settore, viene richiesta la costituzione di un Distretto Turistico di qualità. Ciò, al fine di consentire un rilancio del territorio, con la possibilità di far ripartire gli investimenti per la riqualificazione delle nostre imprese turistiche e per poter puntare ad un allungamento della stagione.
Viene inoltre rimarcata la preoccupazione per l'imminente soppressione dell'APT, che fino ad ora ha rappresentato il fulcro per la promozione turistica e l'accoglienza.
 
Occupazione, sviluppo economico ed incentivi per i giovani – Viene richiesta una Legge Speciale a tutela delle nostre isole -che vivono forti criticità rispetto alla terra ferma- e l'inserimento dell'Elba nella Banca del Sud, a sostegno delle imprese che vi operano. Vengono evidenziate le scarse prospettive di lavoro sull'isola per i nostri giovani laureati, e la contestuale possibilità di diversificare i settori economici per assicurare occupazione tutto l'anno, con alcune indicazioni specifiche. Si chiede inoltre l'adozione di strumenti legislativi che favoriscano il più possibile l'affidamento di lavori e forniture di servizi e merci, da parte degli enti pubblici, alle imprese locali, prevedendo regimi di subappalto e frazionamento delle gare per consentire la partecipazione anche alle piccole attività. Ciò per colmare il gap dovuto alla ristrettezza del mercato sul quale i soggetti imprenditoriali elbani si trovano ad operare.
 
Viene inoltre fatto un brevissimo accenno ai problemi dell'Ospedale Civile di Portoferraio, che tuttavia necessita di un capitolo a parte.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 27 Luglio 2011 10:50)

 

Sistema dei collegamenti marittimi:
una questione da risolvere.

Mentre seguiamo con viva apprensione l'intera vicenda sulla privatizzazione di Toremar, attendendo che ci siano rese note le decisioni dell'Autorità Garante per la concorrenza, non ci possiamo esimere da una seria riflessione a tutto campo.

Il caso dell'Oglasa, ferma per avaria e nella dichiarata impossibilità di una sua sostituzione con altro traghetto, anche a noleggio, fa trapelare una situazione alquanto delicata ed incerta.
Pur non potendo conoscere ogni minimo risvolto, dobbiamo considerare che i tagli ai servizi non fanno ben sperare, e che il contributo di Toremar fu già al momento della decisione di privatizzare diminuito dal Governo, a fronte peraltro della garanzia dei servizi stessi.
Se è vero che il soggetto aggiudicatario di Toremar – chiunque esso sia – cambierà le navi in linea, altrettanto lo è la presa d'atto che la società deve oggi imboccare una strada, e soprattutto passare ad una gestione in cui si possano attuare gli investimenti sulla flotta.
Allora, fermo restando l'irrinunciabile valore di una sana concorrenza sul mercato dei collegamenti marittimi - tale da poter assicurare tariffe adeguate e competitive – non possiamo perdere di vista la necessità di ottenere l'assoluta garanzia della continuità territoriale per tutti i dodici mesi dell'anno, nonché il mantenimento dei livelli di servizio e di occupazione.
 
Non vorremmo che certi paradigmi, relativi alla sostenibilità economico-finanziaria dell'intera operazione - dati per scontati - potessero in effetti rivelarsi fragili e non mantenibili in prospettiva.
Nel caso di definitiva aggiudicazione di Toremar a Moby, accogliendo il ricorso presentato dall’Associazione Albergatori e da noi condiviso e sottoscritto, il Garante dovrà assicurare un regime di libero mercato che tuteli l’utenza, ma che consenta anche il raggiungimento di un equilibrio per le compagnie operanti sul canale.
Sicuramente, se Toscana Navigazione si fosse aggiudicata la gara di privatizzazione, avremmo avuto una situazione più fluida, evitando il rischio di un quasi monopolio. Ma così non è avvenuto, a quanto pare per mancanza di tutti i presupposti necessari, venendosi ad aprire una fase alquanto delicata ed incerta.
In questo contesto, servono ora scelte bilanciate: va trovato il giusto algoritmo che assicuri contestualmente la libera concorrenza, la sostenibilità economica per ogni compagnia, il mantenimento dei livelli occupazionali, nonché le garanzie sui servizi e sulla continuità territoriale, affinché essa rappresenti elemento di certezza tutto l’anno. Se ciascuno di questi fattori non venisse soddisfatto, la popolazione elbana e le attività economiche potrebbero subire gravi ripercussioni.
Ma nell’attesa che la situazione si sbrogli, non ci possiamo esimere dal valutare il sistema dei collegamenti marittimi nel suo insieme, compresi i servizi a terra sui porti elbani e le vie di percorrenza per accedervi.        
Lo scorso fine settimana è emersa una fortissima criticità su Portoferraio, la cui area portuale e di preimbarco è rimasta letteralmente intasata per ore, con ingorghi che iniziavano già prima della rotonda degli Orti, sulle due direttrici di confluenza.
Riteniamo che questa problematica, fonte di enorme disagio per turisti e residenti, non possa essere né tollerata, né affidata al solo intervento della Polizia municipale del capoluogo, ma debba essere risolta con una seria pianificazione e coordinamento a monte.

Così come il porto di Piombino ha saputo in tutti questi anni riqualificarsi e dotarsi di infrastrutture -talvolta anche contestate e di dubbia valenza come le sbarre- è necessario che anche la portualità elbana venga finalmente riconsiderata da parte dell’Autorità, al fine di migliorarne l’efficienza e la qualità dei servizi.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 29 Giugno 2011 08:51)

 
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