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Obbligo di iscrizione all’Albo Gestori per tutti i commercianti, installatori e centri di assistenza per la raccolta dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (R.A.E.E.).

L’approvazione del recente Decreto Ministeriale n° 65 del 08 marzo 2010, introduce delle novità riguardanti i R.A.E.E., in primis l’introduzione, nella filiera della raccolta dei commercianti, chiamati distributori e degli installatori e dei centri di assistenza.

Lo scopo di questa normativa è quella di sensibilizzare e quindi far decollare la raccolta di tutte queste apparecchiature elettriche ed elettroniche, introducendo il principio del “one to one” che in sintesi obbliga tutti i distributori che vendono materiale elettrico ed elettronico a ritirare presso il proprio negozio il bene dismesso sostituito dal nuovo. Esempio vecchio televisore con nuovo televisore e così via per tutto il resto.

Chi vende od installa prodotti elettrici od elettronici dovrà iscriversi OBBLIGATORIAMENTE, in via semplificata presso una sezione dell’Albo Gestori Ambientali presso la C.C.I.A.A. di Firenze e tenere una piccola contabilità di questo materiale raccolto.

In ogni caso la scrivente Associazione ha organizzato un incontro per approfondire l’argomento e chiarire bene questi aspetti in modo da saper come operare senza incorrere in sanzioni anche gravi. A tale scopo è convocato un incontro per martedì 22 Giugno p.v. alle ore 14.30 presso la sede Confcommercio di Viale Elba in Portoferraio.

Data l’importanza e la delicatezza dell’argomento tutte le imprese associate che ritengono di essere coinvolte in questa recente normativa sono pregate di non mancare.

Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Giugno 2010 12:12)

 

SULLA QUERELLE TOZZI

Le ultime esternazioni del prof. Tozzi hanno sollevato un'ondata di proteste nel mondo elbano, costituendo la classica goccia che fa traboccare il vaso. E' da notare, peraltro, che esse provengono principalmente dalle parti politiche che a suo tempo appoggiarono l'istituzione del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, il che è tutto dire.

Questo potrebbe fare fin troppo gioco alla logica di chi, come noi, all'epoca si oppose in maniera energica all'applicazione della Legge quadro 394/91 nella nostra realtà elbana, ritenendo il provvedimento un'imposizione dall'alto, un'intrusione che avrebbe recato solo disagi e limitazioni alla popolazione residente ed alle attività economiche, piuttosto che i paventati benefici.

Che le nostre preoccupazioni fossero state all'epoca lecite e fondate lo dimostrano in parte i fatti. Gli stessi fatti che, se non ci fanno gridare ad imponderabili danni arrecati al sistema socio-economico locale, quanto meno rivelano in tutta la loro evidenza l'inconsistente apporto che il PNAT è riuscito ad arrecare al miglioramento del nostro territorio.
Diciamo che la prerogativa di aver operato senza lode e senza infamia ha fatto sì che, nel tempo, l'avversione si sia un po' stemperata, trasformandosi in una civile convivenza e tolleranza che - a questo punto - potrebbero essere rimesse in seria discussione dall'irrituale e provocatorio atteggiamento dell'attuale presidente. 

Ultimo aggiornamento (Domenica 13 Giugno 2010 12:40)

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SIAMO STATI AL B.T.O. DELLE ISOLE
vorremmo raccontarvi cosa è successo
se non addirittura cosa sta per succedere

B.T.O. Buy Tourism Online, un incontro con professionisti che quotidianamente si occupano di turismo, comunicazione, internet, marketing e informatica, svoltosi a Portoferraio il 24 e 25 maggio alla caserma De Lauger, voluto con lungimiranza da Fabrizio Niccolai direttore dell’A.P.T, a cui vanno tutti i nostri complimenti e ringraziamenti.
L’argomento che ha dominato questa 2 giorni e stato il web 2.0, piccola sigla entrata prepotentemente nella nostra vita e probabilmente destinata a condizionare il nostro futuro, per questo motivo cercherò di essere il più chiaro possibile nello spiegarvi di cosa si tratta.
Per tutti il B.T.O. ha rappresentato un’occasione per una profonda riflessione su dove sta andando il turismo. Non era difficile intuire la direzione che avrebbe preso la discussione, ma viverla e stata un’altra cosa e le sensazioni per tutti i presenti sono state nette, mi piacerebbe trasmettervi queste emozioni e coinvolgerVi in questa riflessione.

Per una cronaca molto ben fatta e competente della manifestazione vi rimando al sito della blogger Elena Farinelli, si ho proprio scritto blogger non si tratta di un errore (anche se Word me lo segnala come tale, non ho l’ultimissima versione) ma di un termine oramai inserito stabilmente in Wikipedia fra le “Arti, mestieri e professioni”.
Queste riflessioni sono indirizzate a tutti ma soprattutto a quelli come me che non immaginavano che si può fare il “blogger”. Questa ragazza, e come lei molti altri, in tempo reale, utilizzando un portatile riassumeva sul suo sito internet quanto stava accadendo. Vi invito veramente ad
andare a leggere ma fate presto perché il web cambia alla velocità della luce, domani potrebbe non esserci più.

Veniamo al dunque, rinuncio al colpo di scena finale e vi racconto subito la sostanza: Internet e le nuove tecnologie stanno galoppando con una progressione esponenziale, in tutto il mondo le persone connesse alla rete hanno raggiunto il 25%, e se prendiamo in considerazione i paesi più evoluti che rappresentano il nostro bacino di utenza per quanto riguarda la provenienza dei turisti la percentuale sale tranquillamente oltre il 50%.
Visto che il turista tipo è sicuramente persona evoluta, non è difficile ipotizzare che la stragrande maggioranza dei nostri clienti sia potenziali che effettivi siano connessi alla rete e abbiano padronanza degli strumenti disponibili.
A questa constatazione si aggiunge un fenomeno più recente, la nascita ed il successo esplosivo dei cosiddetti social media, con questi intendo facebook, twitter, youtube, flickr e così via, elencarli tutti è impossibile sono veramente tanti e ogni giorno se ne aggiungono di nuovi.
E’ molto interessante ragionare sulle implicazioni che questo comporta e sulle conseguenze di questa nuova tendenza.

Grazie a questi nuovi media le persone comunicano fra di loro molto più facilmente, e capita sempre più di frequente che questa comunicazione non è fra una persona e un’altra persona come fino ad oggi eravamo abituati a fare, ma è fra una o più persone con cento, mille persone, e molti di più sono quelli che soltanto ascoltano.

Si creano amicizie virtuali e reali e le persone si aggregano in gruppi (d’ora in poi userò il termine community) dove condividono gli stessi interessi, preferenze, passioni, emozioni.

Ogni persona fa tranquillamente parte di una o più community e tutti questi contatti si intrecciano fra una community e l’altra in una trama praticamente infinita.
E’ un buzz assordante (brusio) che pervade il Web ininterrottamente, oltre un miliardo di persone che parlano di continuo fra di loro.

Quali sono gli argomenti di queste conversazioni? A questa domanda è molto facile rispondere, la maggior parte delle conversazioni non sono segrete, vengono catalogate e analizzate statisticamente dai motori di ricerca.
Il 70% delle conversazioni online sono relative alle marche: si parla di hotel, di dove andare, ristoranti, vestiti, cellulari…

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Si è concluso ElbaEuropa 2010
UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI QUANTI

arrivederci al prossimo anno

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 26 Maggio 2010 07:54)

 
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