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ONORIFICENZA “MAESTRI DEL COMMERCIO”

 

L’ENASCO - Patronato della Confcommercio - ha programmato per quest’anno l’assegnazione dell’onorificenza “Maestri del Commercio” all’Isola d’Elba.

La manifestazione torna sull’isola dopo diversi anni ed è riservata ad una ventina di operatori che abbiano svolto attività commerciale, turistica o di servizi per oltre 25, 40 o 50 anni, i quali verranno insigniti rispettivamente dell’Aquila d’Argento - Aquila d’Oro - Aquila di Diamante.

Si tratta di un’iniziativa prestigiosa tesa al riconoscimento di imprenditori che abbiano saputo dimostrare negli anni la loro serietà e capacità professionale, dedicando la propria vita all’attività autonoma.

La premiazione avverrà con un pranzo ufficiale presso il ristorante “Da Luciano” a Scaglieri nel mese di ottobre prossimo, con la consegna dei premi direttamente dai dirigenti Enasco di Roma, alla presenza di autorità locali.

Gli interessati, che devono appartenere al mondo Confcommercio ed essere soci di 50&PIU’ FENACOM, dovranno farne richiesta entro il 10 di settembre p.v. presso gli uffici dell’associazione, contattando la sig.ra Peria Donatella che aprirà le pratiche con la documentazione necessaria.

 

SI APRA LA “VERTENZA ELBA”

La pubblicazione del libro di Francesco Bosi, ancor prima di entrare nel merito dei contenuti, rappresenta già di per sé una novità: uno scossone che speriamo possa costituire il preludio ad una presa di coscienza per tutto il territorio, indebolito da una gestione amministrativa poco incisiva che, negli anni, non ha saputo offrire risposte concrete per uno sviluppo di qualità.
La mancanza di una visione d’insieme, di un progetto chiaro e condiviso da parte dei vari comuni elbani, più propensi a misurarsi tra loro che a fare fronte compatto verso i livelli istituzionali superiori, ha di fatto contribuito ad indebolire un sistema già di per sé fragile in partenza. E’ evidente che un’isola presenta mille criticità rispetto alla terra ferma, criticità che se non vengono superate adeguatamente e con il dovuto tempismo, si ripercuotono inevitabilmente sul suo fragile assetto socio-economico, contribuendo ad incrementare quel gap che la distanzia dalle altre realtà. Emerge la percezione che questi aspetti siano stati piuttosto sottovalutati nel tempo dalla nostra classe politica locale, che ha “viaggiato a vista” nell’ordinarietà, con una evidente mancanza di prospettive e coesione: ciò non ha certo favorito il superamento dello svantaggio iniziale con il quale la popolazione residente e le nostre imprese locali si devono costantemente misurare.

Bosi ha compreso che il sistema è arrivato ormai al capolinea e che richiede risposte rapide ed efficaci. La politica dei “politicanti” non è più sufficiente; servono Amministratori capaci e attenti che, assieme al territorio, sappiano gettare le basi per un profondo rinnovamento: pena la mancanza di competitività o, peggio ancora, la squalifica.
La nostra associazione già in primavera lanciò un grido d’allarme, esternando le difficoltà nelle quali si dibattono le imprese isolane, in uno scenario economico dai tratti confusi e dai parametri saltati. E’ ormai fin troppo evidente che stiamo arrancando con una pericolosissima mancanza di progettualità che, se non verrà trovata rapidamente, con l’apertura di quella che Bosi chiama “vertenza Elba”, rischia di condurre al collasso l’intero sistema.
Consapevoli di tutto ciò, categorie economiche e rappresentanze imprenditoriali locali hanno già intrapreso una preliminare fase di confronto con esponenti di spicco delle varie forze politiche, al fine di individuare insieme misure e percorsi utili a raddrizzare la situazione.
Una fase esplorativa a cui deve seguire un dibattito aperto sul territorio, per decidere finalmente quale deve essere l’Elba che vogliamo. Un processo di autodeterminazione che deve portare a scelte di crescita chiare e coraggiose, nella consapevolezza che è inutile parlare di Arcipelago Toscano, se prima non siamo capaci di trovare una sintesi a livello elbano.
Dobbiamo urgentemente saper costruire un progetto di qualità, condiviso e vincente, focalizzato sulle chiavi di volta per un nuovo sistema Elba: collegamenti, tutela dell’ambiente, qualificazione dei servizi e dell’offerta, strategie di comunicazione. Occorre incominciare a pensare in grande, lavorando su ipotesi di Porto Franco, di una Fondazione elbana con destinazione del 5 per mille, ma soprattutto è necessario - a nostro avviso – l’elaborazione di un serio progetto di Green Economy in grado di migliorare l’immagine e l’appeal dell’isola verde e blu , attivando specifici finanziamenti. Un’iniziativa che sappia mettere in campo competenze e professionalità, rappresentando oltre che uno sviluppo per il territorio anche un’occasione di lavoro per i nostri giovani laureati. Un progetto alla cui base vi sia l’ottimizzazione del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, attualmente carente e troppo costoso per l’utenza, l’adeguamento degli impianti fognari e di depurazione, la realizzazione di nuove fonti di energia rinnovabile, ed inoltre la creazione di piste ciclabili, la riqualificazione di servizi pubblici ed infrastrutture, ed altro ancora.
Bisogna sapersi muovere nell’ottica di una riqualificazione del territorio, orientata prevalentemente al recupero del patrimonio edilizio esistente, secondo innovativi criteri di bio architettura, e contenendo il più possibile la realizzazione di nuove volumetrie.
Uno sviluppo che tuttavia sappia porre in risalto le peculiari risorse di cui il territorio dispone: le miniere di Rio Marina e di Capoliveri rappresentano sicuramente un grosso potenziale per la futura offerta turistica territoriale.

Servono idee nuove, ma anche misure a sostegno delle imprese ormai troppo indebolite per farcela da sole.
Ciò che però è fondamentale, per superare uno stato di annichilimento che può portare alla deriva, è la ricerca di uno spirito di cooperazione tra tutti gli attori della comunità, una coesione tuttora colpevolmente assente. Un moto di orgoglio che faccia esprimere al meglio le risorse intellettuali presenti sull’isola, superando quel pericoloso senso di ineluttabilità ed apatia che fa perdere di vista la strada maestra e delega ad altri soggetti istituzionali il potere decisionale.
Ora più che mai c’è bisogno di un “Elba Deal”, di un partecipato movimento di rinnovamento che, mettendo in campo le sue forze migliori, sappia trovare la giusta via di uscita. Vanno attivati i cosiddetti meccanismi di feed –back, per invertire la rotta e riacquistare nel contempo quella credibilità territoriale attualmente compromessa.
E’ un’esigenza avvertita ed improcrastinabile, alla quale tutti i soggetti politici ed istituzionali sono chiamati a rispondere: un confronto serrato ma costruttivo, al quale il mondo economico vorrà sicuramente offrire il proprio doveroso contributo.

Ultimo aggiornamento (Martedì 24 Agosto 2010 17:47)

 

LETTERA APERTA DELLE
ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA ELBANE

         Al Presidente della Regione Toscana
e p.c. - Assessorato al Turismo
         - Assessorato Trasporti ed Infrastrutture

         Al Presidente Provincia di Livorno

        Al Presidente C.C.I.A.A. di Livorno

I più salienti fatti di attuale interesse per il sistema economico e turistico dell’Isola d’Elba ed Arcipelago Toscano, ed ancorché alcuni aspetti di carattere socio-politico che coinvolgono il territorio, sono stati oggetto di attenta disamina da parte delle scriventi associazioni di categoria, che in maniera condivisa esprimono al riguardo le seguenti considerazioni.
 
Ø       La recente notizia circa la previsione di tagli alle A.P.T. da parte della Regione Toscana è stata colta con comprensibile apprensione da parte delle Categorie Economiche, rappresentando di fatto tali Agenzie un importantissimo strumento per la promozione turistica territoriale, attività ancor più irrinunciabile per una realtà come quella dell’Arcipelago Toscano, la cui economia è basata pressoché unicamente sul turismo.
Nel recepire che tale scelta viene motivata dai tagli alla spesa pubblica previsti dalla Finanziaria del Governo – con conseguenti ridotti trasferimenti alle Regioni – e comprendendo come tutto ciò ricada sui servizi erogati, per quanto attiene la riduzione dei costi delle A.P.T. è vivamente auspicabile l’orientamento ad una loro ristrutturazione, piuttosto che a drastiche e pericolose manovre di soppressione di parte delle importanti funzioni dalle medesime svolte.
E’ infatti evidente che il paventato compito di solo front-office - servizio accoglienza ed informazioni turistiche - con un accentramento delle funzioni di marketing, promozione e sviluppo, pubblicità, progettualità, ecc. delegate direttamente ad un soggetto unico, risulterebbe del tutto insufficiente ed inadeguato alle esigenze dell’Arcipelago Toscano. Ciò, sia per l’effettiva distanza dal capoluogo regionale, che per le specificità del territorio insulare e della relativa offerta turistica, nettamente diversa dalle altre realtà toscane.
La stessa presenza del Parco Nazionale, dovuta ad un eco-sistema estremamente rilevante, che rappresenta un patrimonio ai fini dello sviluppo di un turismo ambientale di qualità, suggerirà sempre più politiche promozionali mirate, volte alla conoscenza del territorio ed allo studio delle bio-diversità.
      Nell’ottica di una declinazione dell’offerta in termini di specificità e di valorizzazione delle risorse naturalistiche, ambientali, mineralogiche, storiche, architettoniche, termali, ecc. che l’Elba ed il suo Arcipelago rappresentano, sempre più sarà necessario veicolare in maniera specializzata le varie azioni a supporto. Un brand unico ed irripetibile, che va ben oltre le ormai inflazionate barriere del turismo balneare, che può e deve saper proporre sui mercati globali un’offerta ricca e attraente: dalle attività sportive open air, al bio-watching, alle escursioni storico-architettoniche, all’enogastronomia, alla nautica da diporto e molto altro ancora.      
Tutto ciò premesso, e fatte salve le esigenze di risparmio della Regione - è auspicabile un intervento volto ad una riorganizzazione delle A.P.T., che da un lato consenta l’ottimizzazione di costi e servizi, e che dall’altro non debba far mancare una loro diretta operatività nelle realtà turistiche più significative in ambito regionale, quale quella dell’Arcipelago Toscano.
A tal proposito, non può essere ignorato l’importante contributo conferito dalla Provincia di Livorno e dalla Camera di Commercio, sempre più attive nel consolidamento di una collaborazione con le scriventi associazioni economiche e con le altre componenti pubbliche e private del territorio.
Va altresì rimarcato come la lunga esperienza ed il feed-back acquisito dall’Elba nel settore turistico possano costituire un’opportunità per tutta la costa provinciale, in un’ottica di integrazione e di sviluppo compatibile.
Le scriventi Associazioni di Categoria si dichiarano, pertanto, disponibili a considerare favorevolmente al riguardo ogni futura ipotesi tesa alla ricerca di una soluzione funzionale, atta a soddisfare le attuali esigenze del territorio e della sua economia.
 
Ø       Relativamente alla privatizzazione di Toremar si apprende che, per motivi strettamente burocratici, l’iter subirebbe un breve slittamento rispetto ai tempi previsti dalla Regione.
      La procedura di affidamento rimane comunque oggetto di un continuo e vivissimo interessamento da parte delle categorie economiche elbane, che individuano in tale operazione una basilare emergenza per la terza isola italiana e per le sorelle minori, in grado di condizionarne gli assetti futuri e di decretare le sorti dell’intero Arcipelago.
Non può, effettivamente, essere ignorato il fatto che i collegamenti rappresentano per le isole l’aspetto più vincolante, non potendo essere raggiunte che con traghetti ed aerei, unici mezzi in grado di assicurare il servizio sociale della continuità territoriale che, in quanto tale, deve essere fruibile anche in termini di costo.
      A tal riguardo viene rimarcata la richiesta già avanzata alla Regione nella passata legislatura, e successivamente ribadita all’assessore Ceccobao, di recepire nel bando di assegnazione le osservazioni già espresse dalle scriventi, oltre ad istituire un osservatorio permanente che veda presente anche una rappresentanza economica locale, al fine di monitorare continuamente lo svolgimento del servizio.
 
Ø       Quanto ai collegamenti aerei, pur apprendendo con sollievo dell’emanazione del bando per la continuità territoriale aerea, non è possibile non rilevare le criticità connesse alla tempistica e ai contenuti dello stesso, che potrebbero nuovamente indurre le compagnie aeree a non partecipare.
Si ribadisce fin d’ora che in detta malaugurata ipotesi ci si dovrà attivare subito, fin dal giorno successivo alla data di apertura delle buste, affinché lo stanziamento del governo non vada perso.
Qualora invece, si possa contare finalmente sul servizio aereo, ci si dovrà attivare immediatamente perché i benefici per la continuità territoriale non siano limitati ad un anno: il diritto alla continuità territoriale non è una tantum o a termine. Riteniamo doverosa una battaglia da parte di tutte le istituzioni perché agli abitanti dell’isola vengano garantiti gli stessi diritti garantiti da decenni agli abitanti della Sardegna, di Pantelleria o Lampedusa.
In merito alla struttura aeroportuale, si ricorda che gli interventi di quest’inverno sono da intendersi solo come buon inizio, al quale deve seguire tutta quella serie di interventi che rendano possibile, senza limitazioni, l’operatività di aerei di almeno 50 posti, secondo le indicazioni emerse in occasione del volo dimostrativo dell’ATR 72-500 del luglio 2009 e che sono da ritenersi finanziariamente e urbanisticamente attuabili in tempi brevi.
In merito al futuro dello scalo, non è possibile parlare in modo semplicistico di coinvolgimento del territorio senza uno studio approfondito dei bilanci della società che fino ad oggi ha gestito lo scalo e senza l’avvio di uno studio serio e approfondito di un plausibile piano industriale. In tal senso, viene auspicato il coinvolgimento della CCIAA di Livorno, che potrebbe farsi carico dell’acquisizione delle risorse da destinare all’elaborazione di un piano industriale credibile, oltre che a coordinare il successivo percorso di affidamento della gestione.
 
In un percorso di questo genere, basato su un progetto chiaro e soprattutto condiviso, si ritiene che il territorio possa essere disposto ad investire, come peraltro ha già dimostrato negli ultimi 5 anni, attraverso la Cooperativa Elbafly.
 
Nel rimanere in attesa di chiarimenti al riguardo e nel ribadire la più ampia disponibilità da parte delle scriventi ad approfondire e valutare le tematiche affrontate, è gradita l’occasione per porgere i più deferenti saluti.

- Confcommercio Elba
- Associazione Albergatori Elbani
- F.A.I.T.A. Campeggiatori
- Confesercenti del Tirreno
- C.N.A. Isola d’Elba

 

SI ELENCANO DI SEGUITO I BANDI DESTINATI AL SETTORE DEL TURISMO E DEL COMMERCIO PER I QUALI E' POSSIBILE PRESENTARE LA DOMANDA ENTRO IL 30/09/2010

IMPRENDITORIA GIOVANILE
sono beneficiari le piccole e medie imprese con potenziale di sviluppo tecnologico e innovativo costituite nei sei mesi precedenti la data di presentazione della domanda, nonche' le imprese in espansione costituite nel corso dei cinque anni precedenti la presentazione della domanda.

I progetti di investimento ammissibili devono presentare almeno uno dei seguenti requisiti:

a) un'idea innovativa rispetto alla realta' del mercato di riferimento

b) l'utilizzo di un nuovo brevetto proprio o di altri soggetti

c) a produzione di beni e servizi ad alto contenuto innovativo

d) la realizzazione di un prodotto con tecniche non ancora utilizzate dal mercato di riferimento 

e) l'utilizzo di materiali non tradizionali

f) l'utilizzo di tecniche di distribuzione innovative rispetto al mercato di riferimento e ad alto contenuto tecnologico

L'agevolazione consiste in un aiuto rimborsabile a tasso zero fino al 70% dei costi ammissibili (elevabile al 75% in caso di registrazione di marchi e brevetti)

PROGETTO SMOAT
SMOAT e' l'oppurtunita' di accedere al microcredito in toscana con una serie di servizi gratuiti allo start-up d'impresa.

Possono utilizzare SMOAT tutti coloro che, privi di garanzie per accedere al credito bancario ordinario vogliono intraprendere un percorso di piccola attivita' lavorativa (microimpresa), senza differenziazione di genere, età o cittadinanza.

Come sopra esposto si evince che i bandi aperti sono finalizzati agli investimenti innovativi, la Confcommercio Regionale per una migliore fruizione degli interventi agevolativi da parte delle imprese ha presentato lettera alla Regione Toscana.

Si riporta il testo integrale della lettera, in attesa di chiarimenti.

 

L’attuale bando innovazione della regione toscana è diretto alle imprese del commercio e del turismo che implementano investimenti innovativi legati all’introduzione di TIC nella struttura operativa e gestionale dell’impresa.

Il bando si appoggia alla comunicazione della commissione europea 323/01 del 2006 e al regolamento 1083/2006 prevedendo intensità massime di aiuto pari al 35% dei costi totali ritenuti ammissibili.

Tuttavia ci sarebbero possibilità di miglioramento del bando che permetterebbero una migliore fruizione degli interventi agevolativi da parte delle imprese.

Gli ambiti sono due: 1. una maggiore intensità di aiuto 2. una ridefinizione complessiva del concetto di innovazione contenuto nel bando con conseguente allargamento delle spese ammissibili.

1. Intensità di aiuto.

Passare da un regime “a notifica” come quello rientrante nel reg. 1083/2006 sugli aiuti a finalità regionale e alla comunicazione 323/01, ad un regime in “de minimis” che porterebbe l’intensità di aiuto massima al 50%, a fronte degli attuali 35%.

2. Ridefinizione del concetto di innovazione.

Sempre basandosi sulle raccomandazioni proprie del paragrafo 5.5 della comunicazione 323/01, il bando deve essere più netto nella definizione del concetto di innovazione, puntando sulla disciplina del “service design” (letteralmente: progettazione di servizio).

Stando al concetto di Service Design (SD), dovrà essere finanziato un progetto più ampio da parte dell’impresa, che comprende sia investimenti di tipo “tradizionale” che di tipo “innovativo”, in quanto la parte innovazione non deve essere unica o sostitutiva ma complementare (*) alla parte tradizionale.

Nel SD viene utilizzato un concetto olistico di design che si focalizza sulla progettazione degli elementi strutturali/ambientali, il modello di interazione cliente-addetti, gli strumenti materiali con i quali entra in contatto il cliente (cd. touchpoints), gli elementi immateriali e valoriali (anche di tipo emozionale/psicologico), i livelli di servizio, il piano di implementazione, etc.

Ad esempio, un semplice cambio del banco vendita o un nuovo arredo del negozio non può essere considerato innovazione; al contempo la registrazione di un marchio del negozio, legato ad una ristrutturazione materiale degli interni del negozio, correlata all’utilizzo di nuovi canali di vendita e promozione, all’ideazione di nuovi servizi per i clienti (vedi ordine on line con consegna a domicilio), alla implementazione di sistemi di gestione della clientela, o ancora all’introduzione di attrezzature innovative per il pagamento (vedi “pay by touch” o “mobile payment”) e per il magazzinaggio, all’utilizzo di nuove attrezzature da banco, può essere considerato un progetto innovativo, anche se tra le spese del progetto presentato ci sono tipologie di costi di tipo “tradizionale”.

E’ quindi l’interazione tradizionale – innovativo che manca a questo bando, ergo è necessario accompagnare interventi innovativi con la gradualità tipica di ogni cambiamento sostanziale.

Quindi bisognerebbe distinguere nel bando spese di tipo tradizionale (INV) da spese di tipo innovativo (INNO), inserendo una percentuale massima di rapporto fra i due macro interventi (ad esempio gli investimenti tradizionali non possono superare il 30% del totale investimento).

Con questa impostazione l’impresa investirebbe il 70% in INNO ed il 30% in INV, con una intensità di aiuto del 50%, ma soprattutto è più facilitata nella ridefinizione complessiva del proprio servizio. L’innovazione sarebbe vista come parte integrante della normale attività e non come mero sconvolgimento dei consolidati equilibri di lavoro. 

Per spese di tipo INV si intendono:

a. impianti, macchinari ed attrezzature che incorporino le più recenti tecnologie esistenti sul mercato o finalizzati ad un ampliamento di beni e servizi offerti

b. spese relative ad opere murarie e ad impianti, nel limite di € 50.000 purchè rientranti in un progetto complessivo funzionale agli investimenti in TIC

Le spese INNO andrebbero specificate analiticamente per facilitare l’impresa nell’assimilazione del concetto di innovazione dettato dal bando.

A tal proposito si dettaglia di seguito un elenco (non esaustivo) di spese INNO ammissibili, divisi per aree di attività:

 Area A – Infrastrutture

  • Realizzazione di sistemi di networking
  • Realizzazione di sistemi Voip
  • Server farm
  • Accesso aziendale alla banda larga (xDSL, fibra ottica, Wi-Max, etc)

 Area B – Portali Web ed attività connesse

  • Sito web (sito vetrina, ordini in forma elettronica, listini on line, plurilingua, etc.)
  • E-commerce (e-commerce, B2C, B2B, etc.)
  • Sistemi e servizi per la sicurezza delle reti telematiche (posta certificata, smart card, sicurezza della rete, etc)
  • Sistemi web oriented, intranet, extranet

 Area C – Software

  • Software gestionali, CRM, ERP, BIS
  • Software di supporto alla progettazione tecnica (VHDL, modellizzazione numerica, CAD/CAM/CAE, 3d, etc)

 Area D – Sistemi di supporto alla gestione e/o vendita

  • Registratori di cassa, POS e stampanti fiscali
  • Sistemi per automazione magazzino
  • Sistemi innovativi per il pagamento
  • Totem
  • Sistemi per automazione comande
  • Bilance elettroniche da banco e da precisione

 Area E – Altro

  • Sistemi basati su tecnologie RFID
  • Sistemi GPS
  • Personalizzazione di piattaforme di servizio per la creazione di servizi telematici basati sull’integrazione dinamica di audio/video/dati* - Sistemi per creare attività di lavoro ai disabili
  • Sviluppo hardware/firmware
  • Sistemi di videosorveglianza

(*) Complementare rispetto all’attività economica e prevalente rispetto all’investimento in programmazione.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 23 Agosto 2010 09:25)

 
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