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Roma, 24 febbraio 2010

Lino Enrico Stoppani è stato eletto presidente Fipe per acclamazione durante l’assemblea convocata per il rinnovo ordinario delle cariche. Si tratta del suo secondo mandato consecutivo alla guida della federazione italiana dei pubblici esercizi, la struttura di riferimento del settore enogastronomico all’interno di Confcommercio Imprese per l’Italia.
Lino Enrico Stoppani ha saputo guidare la federazione nel precedente quadriennio con particolare attenzione a consolidare il bilancio federale e dando una linea politica volta alla ricostruzione dei rapporti di fiducia con i consumatori (e associazioni di riferimento) oltre che al richiamo e alla difesa di una condotta professionale esemplare da parte degli esercenti messi alla prova da una difficile crisi economica.
Fipe rappresenta gli interessi di una grande fetta dell’economia italiana prodotta da oltre 250mila imprese di pubblico esercizio, con una forza lavoro di poco inferiore a un milione di operatori. In questi quattro anni Fipe ha fatto dell’etica professionale e dei requisiti morali la sua bandiera. Forte dei grandi numeri di imprenditori corretti e attenti alle esigenze della società, ha sempre condannato comportamenti di mercato scorretti, senza però abbassare la guardia nei confronti di un’offerta enogastronomia parallela che, se non rispettosa delle regole, sconfina in una concorrenza sleale del settore.
Stoppani avrà adesso il difficile compito di guidare il settore degli esercenti in un contesto economico ancora difficile e provato dalla crisi, con un panorama legislativo (nazionale e comunitario) in continua evoluzione. I prossimi quattro anni saranno quelli di avvicinamento ad Expo 2015, la grande esposizione universale con un titolo, “Alimentare il pianeta”, altamente significativo per il settore rappresentato dal presidente riconfermato.
«La fiducia che mi è stata rinnovata da parte della categoria – ha commentato Stoppani – è per me motivo di orgoglio. In questi quattro anni la struttura si è rafforzata e i risultati positivi sono il frutto di un lavoro di squadra portato avanti anche per merito delle strutture territoriali, dei sindacati e dei grandi gruppi iscritti alla federazione che qui ringrazio pubblicamente»
 
CURRICULUM VITAE
 
LINO ENRICO STOPPANI
 
Nato a Bagnolo Mella (BS) il 22 settembre 1952.

Carriera professionale

E’ ultimo di sette figli maschi, padre artigiano (sellaio) e madre casalinga. Si laurea in Economia e Commercio alla Cattolica di Milano. Con i fratelli gestisce la storica Salumeria Peck di Milano (fondata nel 1883 da Francesco Peck e acquistata dagli Stoppani nel 1970) ed entra nel Cda dell’azienda divenuta Spa. L’acquisizione di Peck avviene in una situazione di mercato caratterizzata da cambiamenti epocali, primi fra tutti il ruolo e il peso sempre più forti della Grande Distribuzione Organizzata che crea difficoltà a tutto il comparto tradizionale.

Un’importante esperienza di lavoro, dal 1974 al 1979, presso due Istituti di credito di rilevanza nazionale si rivela per Lino Stoppani di particolare aiuto nella gestione sempre più manageriale dell’impresa di famiglia. Tutte queste attività non lo distolgono, però, dalla gestione di Peck. Di fronte all’affacciarsi di un nuovo scenario di mercato, per Stoppani diventa evidente l’obbligo di aggiornare e di rivedere le modalità dell’offerta. Tutti i negozi vengono totalmente rinnovati, ricreando ambienti accoglienti ed invitanti e modificando le modalità dell’offerta alla clientela.
Per differenziarsi qualitativamente, viene data particolare attenzione all’area di produzione, con la preparazione in proprio della quasi totalità dei prodotti commercializzati. Grazie ad accordi con selezionati produttori, si dà il via alla commercializzazione dei prodotti a marchio, sfruttando l’importante potenzialità collegata all’immagine dell’azienda.
L’esigenza di migliorare l’attività e di reinvestire gli utili diventa un elemento costante nella gestione aziendale. Negli anni Novanta, Peck viene trasformato radicalmente per la seconda volta. La nuova struttura si sviluppa su 3 piani di proprietà, circa 4.000 mq. di superficie, con assortimento allargato dall’enoteca alla sala da tè, alla torrefazione fino alla zona bar-pasticceria. Viene poi sviluppata l’attività di ristorazione con l’apertura di due importanti pubblici esercizi nel centro di Milano.

Carriera politico-sindacale

Dal 25 luglio 1996 è membro del Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Sondrio.
Nel 1998 Stoppani è eletto presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi di Milano e Provincia (Epam) aderente all’Unione CTSP/Confcommercio. Nello stesso anno entra nel Consiglio Direttivo di Unione Commercio Turismo Servizi e professioni di Milano e diventa membro di Giunta della Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

Dal 2000 è presidente del Comitato regionale Lombardia pubblici esercizi.
Dal 5 aprile 2006 è eletto presidente di Fipe, la federazione italiana pubblici esercizi
Il 23 febbraio 2010 è riconfermato presidente Fipe per acclamazione

 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 26 Febbraio 2010 21:02)

 

Roma, 19 febbraio 2010

CIRCOLARE n. 13/2010
Prot. n. 346 MF/bf

Oggetto: ordinanza del ministro della Salute del 29 gennaio 2009. Divieto di impiego e di detenzione di additivi e miscele di additivi per i quali la normativa vigente ha fissato campi e dosi massime

La Gazzetta ufficiale n. 40 del 18 febbraio riporta l’ordinanza del Ministro della Salute del 29 gennaio concernente “Misure urgenti in merito alla tutela della salute del consumatore con riguardo al settore della ristorazione”.

Con tale provvedimento, che è entrato in vigore il giorno stesso della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e cioè il 18 febbraio 2010, e' fatto divieto “a chiunque operi nel settore della ristorazione di detenere e di impiegare additivi e miscele di additivi alimentari per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di impiego, fatto salvo l'impiego di edulcoranti, a condizione che sia garantita la corretta informazione.”

Si tratta, come emerge dalla lettura, di una norma abbastanza complessa e quindi di non immediata comprensione, ma che, nella sostanza vieta l’impiego dei suddetti additivi con la sola eccezione degli edulcoranti.

Al contrario, possono essere impiegati additivi alimentari per i quali non sono stabilite dosi massime, sempre che si rispettino i piani HACCP (art. 5 regolamento CE 852/2004) e si informi il consumatore in base ai principi dell’etichettatura. E’ questa una eccezione al principio generale di non obbligo di indicazione degli ingredienti dei prodotti oggetto di somministrazione.

Lo stesso articolo vieta agli operatori della ristorazione la detenzione e l’impiego di sostanze in forma gassosa.

L’articolo 2 pone l’obbligo a chiunque operi nel settore della ristorazione di informare i consumatori sull’aggiunta di additivi e miscele di additivi nelle preparazioni alimentari dallo stesso effettuate, nonché sulla presenza di allergeni negli additivi e nelle miscele di additivi impiegati.

Anche in questo caso si è di fronte ad una eccezione alla generale disciplina sull’etichettatura.

Resta da interpretare la dizione “chiunque operi nel settore della ristorazione” che, a detta della scrivente dovrebbe avere una ampia accezione inglobando non solo i ristoranti e le mense, il catering, ma anche la gastronomia ivi compreso l’artigianato alimentare.

Ci si chiede se la norma riguardi anche la pasticceria e la gelateria, sembrando quanto meno illogico farvi rientrare i gelati serviti al ristorante ed escludendo quelli venduti altrove.

Chiunque contravviene all’ordinanza, che si allega, è soggetto alle sanzioni previste dall’articolo 650 del codice penale (arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 €).

La Federazione, che è già intervenuta sul ministero della Salute per ottenere i necessari chiarimenti richiedendo un incontro ai massimi vertici, si riserva di fornire più approfondite indicazioni.

Nel restare a disposizione per ogni chiarimento, si porgono distinti saluti

IL PRESIDENTE
Lino Enrico Stoppani 
MINISTERO DELLA SALUTE

ORDINANZA 29 gennaio 2010
Misure urgenti in merito alla tutela della salute del consumatore con
riguardo al settore della ristorazione. (10A02089)
GU n. 40 del 18-2-2010
 
IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modifiche;
Visto l'art. 650 del codice penale;
Vista la legge 30 aprile 1962, n. 283, sulla disciplina igienica
della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle
bevande;
Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive
modificazioni;
Vista la legge 13 novembre 2009, n. 172, che istituisce il
Ministero della salute;
Visto il regolamento (CE) 178/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio, che stabilisce i principi e i requisiti generali della
legislazione alimentare, istituisce l'Autorita' europea per la
sicurezza alimentare e fissa le procedure nel campo della sicurezza
alimentare;
Visto il regolamento (CE) 852/2004 del Parlamento Europeo e del
Consiglio, sull'igiene dei prodotti alimentari;
Visto il regolamento (CE) 853/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per
gli alimenti di origine animale;
Visto il regolamento (CE) 882/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la
conformita' alla normativa in materia di mangimi e alimenti e alle
norme sulla salute e sul benessere degli animali;
Visto il regolamento (CE) 1333/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 16 dicembre 2008, relativo agli additivi alimentari;
Visto il decreto del Ministro della salute 27 febbraio 1996, n.
209, e successive modificazioni, concernente la disciplina degli
additivi alimentari consentiti nella preparazione e per la
conservazione delle sostanze alimentari;
Visto il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193, di attuazione
della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di
sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel
medesimo settore;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e successive
modificazioni, concernente l'etichettatura, la presentazione e la
pubblicita' dei prodotti alimentari;
Visto, in particolare, il decreto legislativo n. 114 del 2006,
concernente l'attuazione delle direttive 2003/89/CE e 2005/63/CE in
materia di indicazione degli ingredienti contenuti nei prodotti
alimentari;
Visto l'ordinanza del Ministro della salute recante: «Requisiti
igienico-sanitari per il commercio dei prodotti alimentari su aree
pubbliche» del 3 aprile 2002;
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, concernente
l'attuazione dell'art. 1 della legge n. 123 del 2007 in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e
successive modifiche e integrazioni;
Considerato che l'Autorita' sanitaria, nell'ambito di controlli
effettuati nel settore della ristorazione ha accertato la presenza e
l'utilizzazione di additivi e miscele di additivi etichettati in modo
non conforme alla normativa vigente in materia e, comunque, in modo
tale da poter costituire un rischio per la salute pubblica;
Acquisito il parere dell'Istituto superiore di sanita', espresso
nella seduta del 9 giugno prot. n. ISS 29577/SVSA-AL.222.;
Considerato che l'impiego degli additivi alimentari non deve
indurre in errore i consumatori;
Considerato, in particolare, che l'assenza delle istruzioni per
l'uso sull'etichetta degli additivi, delle miscele di additivi
alimentari e ingredienti impiegati nella ristorazione puo' comportare
un rischio per i consumatori con esigenze dietetiche particolari;
Considerato che l'impiego degli additivi alimentari deve presentare
vantaggi e benefici per i consumatori;
Considerato che i richiamati motivi di urgenza non consentono la
preventiva notifica alla Commissione dell'Unione europea della
presente norma, ai sensi della direttiva 98/34/CE e in particolare
l'art. 9, paragrafo 7;
Ritenuto necessario introdurre disposizioni urgenti nel settore
della ristorazione con particolare riguardo alla detenzione e
all'impiego di additivi e miscele di additivi alimentari;
Ordina:
Art. 1
1. A chiunque operi nel settore della ristorazione e' fatto divieto
di detenere e di impiegare additivi e miscele di additivi alimentari
per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di
impiego, fatto salvo l'impiego di edulcoranti, a condizione che sia
garantita la corretta informazione.
2. L'impiego, da parte degli operatori di cui al comma 1, di
additivi alimentari e loro miscele, per i quali la normativa vigente
non ha stabilito campi e dosi massime, e' assoggettato alle
disposizioni dell'art. 5 del regolamento (CE) n. 852/2004 nonche'
all'obbligo di informazione del consumatore.
3. A chiunque operi nel settore della ristorazione e' fatto divieto
di detenere e di impiegare sostanze in forma gassosa ad eccezione
degli additivi alimentari di cui al comma 2, fermo restando le norme
vigenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro.
Art. 2
1. Chiunque operi nel settore della ristorazione deve assicurare la
corretta informazione ai consumatori sull'aggiunta di additivi e di
miscele di additivi nelle preparazioni alimentari dallo stesso
effettuate.
2. Chiunque operi nel settore della ristorazione deve informare il
consumatore sull'eventuale presenza di allergeni di cui al decreto
legislativo n. 114 del 2006, di cui alle premesse, negli additivi e
miscele di additivi impiegati.
3. Le informazioni di cui al comma 1 devono essere rese
immediatamente disponibili a richiesta dell'Autorita' sanitaria.
La presente ordinanza ha validita' sino al 31 dicembre 2010 e,
inviata alla Corte dei conti per la registrazione, entra in vigore il
giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 29 gennaio 2010
Il Ministro: Fazio
Registrato alla Corte dei conti l'11 febbraio 2010
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 2, foglio n. 45

Ultimo aggiornamento (Sabato 27 Febbraio 2010 00:01)

 

Prot. n. 000730
Roma, 18 febbraio 2010
 
Carissimi
 
con vivo piacere vi comunico che anche quest’anno Confcommercio non ha voluto mancare l’appuntamento con il “Premio Nazionale per l’Innovazione nei Servizi”.

La prestigiosa competizione organizzata dalla Confederazione, riconosciuta con decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione e per l’Innovazione, avrà la stessa articolazione della precedente edizione: Premio “Innovazione nel commercio”, Premio “Innovazione nel turismo” e Premi “ICT & Service Design nei servizi”. I suddetti premi, costituiti da onorificenze, saranno conferiti a ciascun vincitore di categoria in occasione della Giornata Nazionale dell’Innovazione, ricorrente annualmente ad inizio Giugno.

La Giuria del Premio sarà formata da esperti e da docenti universitari di indiscussa autorevolezza a garanzia della qualità e neutralità di giudizio nell’individuazione dei vincitori.
 
In apposita sezione del sito confederale, è possibile prendere visione del regolamento del Premio e della modulistica necessaria per l’invio delle candidature.
 
La partecipazione è aperta anche alle imprese non associate al sistema.
Dopo gli ottimi risultati della precedente edizione, confido, anche quest’anno, in un Vostro fattivo contributo volto a favorire una ricca e qualificata partecipazione delle imprese.
 
In allegato troverete una locandina promozionale sul Premio che vi invito a diffondere dandone evidenza anche presso le sedi della vostra Organizzazione.
 
Per ulteriori informazioni ed assistenza tecnica potete rivolgerVi alla Segreteria Organizzativa del Premio istituita presso l’Area Politiche per lo Sviluppo (Tel. 06-5866458-423; Fax 06-5866217; e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).
 
Cordiali saluti
Carlo Sangalli
 

Ultimo aggiornamento (Sabato 27 Febbraio 2010 12:12)

 

POLITICHE LEGISLATIVE
 
WELFARE

Data 10.02.2010
numero di protocollo: 00693
Com.n. 25
 
 
Oggetto: Lotta all’evasione contributiva. Convenzione INPS -SIAE
 
L’ INPS e la SIAE hanno sottoscritto una convenzione per attuare un’azione integrata di vigilanza nella lotta al lavoro sommerso ed all’evasione contributiva.
 
La convenzione, di durata triennale, consentirà, mediante le strutture della SIAE, di controllare, in orari serali e notturni e nelle giornate festive: esercizi commerciali, luoghi in cui si organizzano spettacoli ed intrattenimenti (e in quelle operanti nei luoghi in cui vengono ospitate tali attività) che impiegano lavoratori assicurati o assicurabili all’INPS.

Il Responsabile
 
Alessandro Vecchietti
 
Rif: MSG. INPS n. 4179 del 9.2.2010

 
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