Home Le Circolari Circolari FIPE

 

La nostra Associazione aderisce con Fipe alla Giornata mondiale del Turismo in calendario per il 27 settembre prossimo. Fipe che rappresenta il settore della gastronomia, del tempo libero e del turismo parteciperà a questa giornata speciale indetta dall’Organizzazione mondiale del Turismo (Unwto). L’Associazione e Fipe credono nell’importanza della gastronomia come strumento di conoscenza delle varie culture e tradizioni nel mondo. Parafrasando il messaggio di Taleb Rifai, segretario generale dell’Organizzazione mondiale del Turismo (UNWTO), secondo il quale il turismo è lo strumento per mettere in contatto le culture del mondo e costruire un mondo di pace, per Fipe la gastronomia permette ai popoli di conoscersi meglio, di comprendersi, di abbattere le barriere spazio-temporali e svelare il loro passato, presente e futuro. Tutti i dettagli e gli aggiornamenti sul sito www.fipe.it

 

link correlati

sito ufficiale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo

sito ufficiale della Giornata Mondiale del Turismo

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 14 Settembre 2011 11:52)

 

Roma, 19 marzo 2010

BAR A LUCI ROSSE? BASTA OFFESE


«La prostituzione nei pubblici esercizi - bar e ristoranti - porterebbe alla volgarizzazione del settore e umilierebbe esercenti che hanno ben altri valori da promuovere, danneggiando anche il sistema eno-gastronomico, immagine ed espressione dei veri piaceri del nostro Paese». Con questa nota, Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe, la federazione che rappresenta 250mila imprese, stronca sul nascere l’idea del sottosegretario al ministero per l’Attuazione del programma di Governo, Daniela Santanchè, di individuare nei pubblici esercizi i luoghi dedicati alla prostituzione come avviene in “Spagna, dove esistono bar e ristoranti che ai piani superiori dispongono di stanze che vengono utilizzate per questo”.
«La sola idea di tramutare i pubblici esercizi in locali a luci rosse – prosegue Stoppani – offende tutta la categoria. Siamo imprenditori seri e spendiamo tutte le nostre energie per curare l’etica e la morale».

 

Roma, 19 marzo 2010

PAUSA CAFFÈ AUMENTA PRODUTTIVITÀ

«La produttività sul lavoro si migliora motivando i lavoratori sotto l'aspetto economico e professionale e non certo azzerando le pause per il caffè o per il pranzo. Anzi queste possono essere addirittura utili per recuperare e raccogliere energie migliori e nuove oltre che occasione per coltivare i valori sociali del lavoro. Tutto ciò è stato provato scientificamente da una ricerca della New York University, secondo la quale il “break” darebbe al cervello il giusto “stacco” per far riposare i circuiti cerebrali, aiutandoli a riordinare e a conservare le informazioni appena “stoccate”». È ancora il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani, a replicare con una nota al sottosegretario al ministero per l’Attuazione del programma di Governo, Daniela Santanchè, che si è detta contraria alla pausa caffè nelle aziende.
«I cambiamenti da promuovere non sono questi – precisa ancora Stoppani – ma altri, che toccano anche alla Politica, intervenendo per esempio sulla burocrazia, sulle infrastrutture, sulla semplificazione: argomenti che interessano veramente imprese e lavoratori».

 

Cernobbio, 13 marzo 2010

 RISTORAZIONE DI QUALITÀ NON VUOLE SUICIDARSI

«Non vogliamo che anche ristoratori disperati arrivino a compiere gesti estremi come è avvenuto, purtroppo, a molti imprenditori del Nord-Est». È quanto afferma il presidente Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe, la federazione dei pubblici esercizi che rappresenta oltre 200mila imprese e una forza lavoro di un milione di persone.
La crisi economica e finanziaria che ha colpito anche il nostro Paese ha terribilmente pesato sul livello dei consumi e non ha risparmiato il variegato mondo della ristorazione italiana con perdite rilevanti di volumi d’affari e con la fuoriuscita traumatica di molte imprese da tempo sul mercato.
Il modello di piccola impresa che ha caratterizzato il Nord-Est italiano adesso non riesce a reggere il peso della crisi, tanto da portare ben tredici imprenditori al suicidio. Ma le piccole e medie imprese non sono solo nell’industria. Anche la ristorazione è formata da modelli prevalentemente di pochi dipendenti.
«L’idea che la crisi sia passeggera – prosegue Stoppani – e che una volta ristabilito l’ordine finanziario mondiale tutto torni come prima è sbagliata. Alcuni ristoranti famosi hanno già chiuso i battenti, altri si stanno avviando a fare altrettanto e l’intero settore sta gradualmente perdendo identità, facendo venir meno quello stile italiano al ristorante che tutti ci invidiano».
La ristorazione di qualità ha gli anticorpi necessari per reagire alle situazioni più difficili, ma vanno stimolati da tutti coloro che hanno a cuore il settore, cioè la politica, le istituzioni e soprattutto la filiera.
Su questo argomento è stato organizzato alla Fiera di Bergamo, martedì 16, un momento di confronto per superare quella situazione soggettiva di disagio chiamata “sindrome da fallimento” così diffusa durante i periodi di crisi e per credere, quindi, in un nuovo sviluppo.
 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 17 Marzo 2010 17:29)

 

 

Roma, 26 febbraio 2010

CIRCOLARE n. 16/2010
Prot. n. 378 MF/bf

Oggetto: Regolamento (UE) 97/2010: iscrizione della “pizza napoletana” nel registro delle Specialità tradizionali garantite. Divieto di uso di tale denominazione da parte dei locali

Il regolamento UE 97/2010 ha iscritto la “pizza napoletana” nel registro delle specialità tradizionali garantite prevedendo uno specifico disciplinare per la produzione della stessa che può essere effettuata esclusivamente negli esercizi di pizzeria e, quindi, con la specifica esclusione della possibilità di commerciare tale prodotto congelato, surgelato o posto sotto vuoto.

Il regime di protezione di tale prodotto/ servizio, voluto e perseguito tenacemente dalle associazioni di tutela e promozione delle pizzerie, ha delle conseguenze immediate di ordine legale sulle quali è opportuno soffermarsi attesa la importanza delle tutele per la denominazione previste dall’ordinamento giuridico nazionale.

Infatti dal 26 febbraio 2010 – entrata in vigore del regolamento - la indicazione sui menù o in altro modo che tragga in inganno il consumatore del termine “pizza napoletana stg” senza che il produttore sia stato iscritto nell’apposito registro concreta il reato di frode nell’esercizio del commercio aggravato dalla circostanza aggravante, prevista dall’articolo 517 bis del codice penale che tutela specificatamente i prodotti alimentari, siano essi alimenti o bevande, la cui denominazione di origine o le cui caratteristiche sono protetti dalle norme vigenti (in questo caso il regolamento CE sopra indicato).

In forza di tale aggravante si rischia la reclusione fino a tre anni o la multa fino a 3.097 euro. Inoltre il giudice può disporre, se il fatto è di particolare gravità o in caso di recidiva specifica, la chiusura dell’esercizio in cui il fatto è stato commesso da cinque giorni a tre mesi ovvero la revoca della licenza.

Inoltre la condanna comporta la pubblicazione della sentenza.

Ma poiché la registrazione è stata effettuata “senza riserva del nome” (punto 3.3, allegato B del regolamento (UE) N. 97/2010 della commissione del 4 febbraio 2010 consultabile sul sito www.fipe.it – Area Pubblica – Sicurezza Alimentare) ai sensi dell’articolo 13 del REGOLAMENTO (CE) N. 509/2006 DEL CONSIGLIO del 20 marzo 2006 , relativo alle specialità tradizionali garantite dei prodotti agricoli ed alimentari, è possibile continuare ad utilizzare il nome <<pizza napoletana>> “nell’etichettatura di prodotti che non corrispondono al disciplinare registrato, ma in tal caso non è possibile apporre l’indicazione << specialità tradizionale garantita >> né la sua abbreviazione << STG >>, né il relativo simbolo comunitario”.

Pertanto si potrà continuare ad usare la dizione di “pizza napoletana” nei menù e nella comunicazione, ad iniziare dalle insegne, ma occorre ribadire che il prodotto STG può essere denominato e commercializzato come tale solo dai soggetti iscritti negli elenchi dei produttori ai sensi del decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 5 febbraio 2010 concernente “approvazione del piano di controllo relativo alla STG <<Pizza Napoletana>>, registrata in ambito Unione europea” (rinvenibile nel sito www.fipe.it – Area Pubblica – Sicurezza Alimentare).

Con riserva di fornire ulteriori informazioni anche in relazione alle modalità di iscrizione al registro dei produttori di << pizza napoletana STG >> e restando a disposizione per ogni chiarimento, si porgono distinti saluti.

IL PRESIDENTE
Lino Enrico Stoppani

 

Ultimo aggiornamento (Sabato 27 Febbraio 2010 12:27)

 
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