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CIRCOLARE n. 14/2010

Roma, 25 febbraio 2010Prot. n. 374 MF/bf
 
OGGETTO: Rinnovo degli organi della Federazione
Il giorno 24 febbraio 2010 si sono svolte le elezioni per il rinnovo degli Organi della Federazione.
 
E’ stato confermato per acclamazione Presidente della Federazione per il prossimo quadriennio il Dott. Lino Enrico Stoppani.
 
Si sono poi svolte le elezioni dei 25 membri del Comitato Direttivo espressione delle Associazioni Territoriali e sono risultati eletti, a scrutinio segreto, i Signori:
 
Paolo Artelio (Verona), Gaetano Callà (Rimini), Enrico Calvi (Imperia), Pierluigi Cucchi (Bergamo), Enrico Daga (Sassari), Elio Dazzo (Venezia), Italo Di Cocco (Latina), Fabrizio Fasciolo (Savona), Piero Ghisla (Sondrio), Enrico Guardati (Pisa), Mario Maccarone (L’Aquila), Gianluigi Mangia (Palermo), Canio Molinari (Prato), Beniamino Nobile (Trieste), Mario Palmieri (Ferrara), Eros Palmirani (Bologna), Rocco Pardo (Caltanissetta), Maurizio Pasca (Lecce), Nicola Pertuso (Bari), Luciano Rizzato (Rovigo), Ugo Romani (Parma), Nazzareno Sacchi (Roma), Benedetto Stefani (Lucca), Maurizio Tasca (Ragusa), Alfredo Zini (Milano).
 
Del Comitato Direttivo fanno altresì parte di diritto i Presidenti dei Comitati Regionali Fipe, i Presidenti dei Sindacati Nazionali, i Rappresentanti dei Gruppi Nazionali.
 
Il Comitato Direttivo si insedierà a Bergamo in concomitanza con il Bocuse d’Or e in tale sede si procederà al completamento degli organi con l’elezione della Giunta di Presidenza e dei Vicepresidenti.
 
L’assemblea ha proceduto alla elezione dei Collegi dei Sindaci e dei Probiviri che risultano così composti.
 
COLLEGIO DEI SINDACI: Marco Guerrieri, Claudio Ferraro, Angelo Luni (membri effettivi); Enrico Meazzi e Marco Mencagli (supplenti).
 
COLLEGIO DEI PROBIVIRI: Bruno Cristofori, Andreino Durando, Domenico Frigerio, Riccardo Scarselli, Marcello Fiore (membri effettivi); Angelo Baldi, Franco Zoppé (supplenti).
 
Cordiali saluti.
IL PRESIDENTE
Lino Enrico Stoppani
 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 26 Febbraio 2010 20:55)

 

Roma, 25 febbraio 2010

CIRCOLARE n. 15/2010
Prot. n. 376 SM/bf

Oggetto: Ipotesi d'accordo per il rinnovo del CCNL Turismo 20 febbraio 2010

Il 20 febbraio 2010, Fipe, Federalberghi, Faita, Fiavet e Federreti, con l’assistenza di Confcommercio, e Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Turismo, scaduto il 31 dicembre 2009.

L'accordo è stato raggiunto dopo una trattativa durata otto mesi e costituisce un equilibrato punto d'incontro tra le posizioni delle parti contraenti, contemperando le esigenze delle imprese con le aspettative dei lavoratori.

L’intesa è complessivamente fondata sui temi del salario, sul secondo livello di contrattazione e sulla rivisitazione della parte normativa, in particolare per quel che riguarda nuove opportunità per il lavoro extra, la regolamentazione della formazione in azienda per l’apprendistato, la gestione del riposo settimanale ed un aggiornamento della normativa sulle terziarizzazioni.

Nel rinviare ad una attenta lettura del testo, si forniscono le prime note di commento dell’accordo, che è possibile trovare sul nostro sito internet www.fipe.it - Relazioni Sindacali – Area Privata – CCNL Turismo, riservandoci di fornire ulteriori approfondimenti sui singoli temi, sia con circolare sia attraverso “Le pillole di FIPE”.
 

POLITICHE PER IL GOVERNO DEL SETTORE

E’ stato inserito un articolato che costituisce un avviso comune, con il quale le parti intendono richiedere al Governo e alle altre istituzioni pubbliche competenti di dedicare prioritaria attenzione a temi di particolare importanza per il settore Turismo tra i quali stagionalità, ammortizzatori sociali, semplificazione amministrativa, politiche fiscali, decontribuzione e detassazione del salario variabile, appalti e ritardati pagamenti nella ristorazione collettiva, ecc.

MERCATO DEL LAVORO
 
Apprendistato

Con l’accordo viene introdotta la possibilità, fortemente auspicata dal nostro settore, di potere effettuare la formazione per l’apprendista esclusivamente all’interno dell’azienda. L’impegno formativo, graduato in relazione al livello di inquadramento, viene ulteriormente ridotto nel caso in cui l’azienda intenda avvalersi dell’ente bilaterale per la verifica del piano formativo individuale. Ad esempio, per un apprendista inquadrato al quarto livello, nel caso di ricorso all’ente bilaterale, in luogo della durata standard di 120 ore annue prevista dalla legge, si avrà un impegno formativo di 75 ore annue. Inoltre, la durata della formazione sarà riproporzionata in relazione alla durata dello specifico rapporto di lavoro.
Per il nostro settore sono definite ed allegate al CCNL le figure ed i relativi contenuti del percorso formativo.

Lavoro extra

Vengono ampliate le causali per le quali è ammesso il ricorso al lavoro extra. Andando incontro alle esigenze, più volte manifestate dal settore dei pubblici esercizi, con il nuovo Contratto il lavoro extra potrà essere effettuato per le attività svolte durante il fine settimana e durante le festività.

Contratti a termine

L’accordo prevede la non applicazione al settore della regola sulla trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato nei casi di successione di più rapporti di lavoro che superino il limite temporale di 36 mesi (comma 4-bis, legge n. 368 del 2001), qualora il datore di lavoro conferisca al lavoratore la facoltà di esercitare il diritto di precedenza nella riassunzione.

ORARIO DI LAVORO

Modalità di godimento del riposo settimanale

La norma inserita nel nuovo CCNL recepisce quanto stabilito in tema di orario di lavoro dalla legge n. 66 del 2003 (come modificata dall’articolo 41, comma 5, del decreto n. 112 del 2008). In definitiva, il riposo settimanale può essere fruito ad intervalli più lunghi di una settimana purché la durata complessiva, ogni 14 giorni, corrisponda a non meno di 24 ore consecutive ogni 6 giornate effettivamente lavorate, da cumulare con le ore di riposo giornaliero.

BILATERALITA’

Sostegno al reddito

Il 30% della quota per il finanziamento dell'Ente Bilaterale Territoriale dovrà essere obbligatoriamente destinato ad interventi di sostegno al reddito dei lavoratori interessati da periodi di sospensione dell'attività per crisi e/o processi di ristrutturazione e/o riorganizzazione aziendale. Inoltre, è stata prevista la possibilità che l’ente bilaterale integri l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS.

Garanzia delle prestazioni dell’ente bilaterale

L’azienda che ometta il versamento dei contributi dovuti al sistema degli enti bilaterali, rimane obbligata verso i lavoratori aventi diritto all’erogazione delle prestazioni assicurate dall’Ente bilaterale competente.

SALARIO

E’ stato concordato un aumento complessivo relativo al triennio 2010 – 2012 pari, per i lavoratori inquadrati al quarto livello, a euro 95, più un’ulteriore quota da corrispondere nel mese di aprile 2013, pari a euro 20. L’aumento verrà corrisposto in sette trance di cui la prima, di importo pari a euro 10, sarà erogata a partire dal mese di gennaio 2010.

In considerazione delle difficoltà in cui versa il settore della ristorazione collettiva, pur decorrendo l’aumento contrattuale, come per il resto del settore, da gennaio 2010, gli importi corrispondenti ai nuovi valori retributivi spettanti per il periodo gennaio-giugno 2010, saranno erogati a partire dal mese di luglio 2010, in sette rate mensili.

SECONDO LIVELLO DI CONTRATTAZIONE

L’accordo stabilisce tempistica e modalità nuove per lo svolgimento del secondo livello di contrattazione. E’ stabilità una moratoria per la presentazione delle piattaforme che potranno essere presentate solo a partire dal 1 gennaio 2011.

E’ stabilita inoltre l’erogazione di un premio di risultato destinato ai lavoratori impiegati presso aziende che non rientrano nel campo di applicazione di un accordo integrativo, aziendale o territoriale, sottoscritto dopo il 1° luglio 1993.

Qualora, nonostante la presentazione di una piattaforma, non venga definito un accordo integrativo entro il 30 settembre 2012, sarà erogato un premio di importo pari a euro 125 per il quarto livello.

CLASSIFICAZIONE

Le Parti hanno confermato l’impegno ad istituire una Commissione Paritetica per approfondire i temi connessi alla classificazione del personale i cui risultati di tale approfondimento dovranno essere portati a conoscenza delle parti stipulanti il CCNL Turismo sei mesi prima della scadenza del presente contratto.

SEMPLIFICAZIONE CONTRATTUALE

Le Parti hanno ritenuto che sia necessario procedere verso una semplificazione normativa del CCNL quale strumento di diffusione e generalizzazione della disciplina contrattuale, istituendo una Commissione Nazionale tecnica che entro il 30 giugno 2010 proporrà alle Parti le opportune modifiche da apportare al testo contrattuale.

VITTO E ALLOGGIO

E’ previsto l’adeguamento dei valori del vitto e dell’alloggio, a decorrere dal 1° gennaio 2011, nella misura massima di euro 0,10 per pasto.

DECORRENZA E DURATA

Il nuovo Contratto decorrerà dal 1° gennaio 2010 e sarà valido sino al 30 aprile 2013, per una durata di complessivi quaranta mesi.

Cordiali saluti.
IL PRESIDENTE
Lino Enrico Stoppani

Ultimo aggiornamento (Venerdì 26 Febbraio 2010 23:55)

 

 

Roma, 24 febbraio 2010

Lino Enrico Stoppani è stato eletto presidente Fipe per acclamazione durante l’assemblea convocata per il rinnovo ordinario delle cariche. Si tratta del suo secondo mandato consecutivo alla guida della federazione italiana dei pubblici esercizi, la struttura di riferimento del settore enogastronomico all’interno di Confcommercio Imprese per l’Italia.
Lino Enrico Stoppani ha saputo guidare la federazione nel precedente quadriennio con particolare attenzione a consolidare il bilancio federale e dando una linea politica volta alla ricostruzione dei rapporti di fiducia con i consumatori (e associazioni di riferimento) oltre che al richiamo e alla difesa di una condotta professionale esemplare da parte degli esercenti messi alla prova da una difficile crisi economica.
Fipe rappresenta gli interessi di una grande fetta dell’economia italiana prodotta da oltre 250mila imprese di pubblico esercizio, con una forza lavoro di poco inferiore a un milione di operatori. In questi quattro anni Fipe ha fatto dell’etica professionale e dei requisiti morali la sua bandiera. Forte dei grandi numeri di imprenditori corretti e attenti alle esigenze della società, ha sempre condannato comportamenti di mercato scorretti, senza però abbassare la guardia nei confronti di un’offerta enogastronomia parallela che, se non rispettosa delle regole, sconfina in una concorrenza sleale del settore.
Stoppani avrà adesso il difficile compito di guidare il settore degli esercenti in un contesto economico ancora difficile e provato dalla crisi, con un panorama legislativo (nazionale e comunitario) in continua evoluzione. I prossimi quattro anni saranno quelli di avvicinamento ad Expo 2015, la grande esposizione universale con un titolo, “Alimentare il pianeta”, altamente significativo per il settore rappresentato dal presidente riconfermato.
«La fiducia che mi è stata rinnovata da parte della categoria – ha commentato Stoppani – è per me motivo di orgoglio. In questi quattro anni la struttura si è rafforzata e i risultati positivi sono il frutto di un lavoro di squadra portato avanti anche per merito delle strutture territoriali, dei sindacati e dei grandi gruppi iscritti alla federazione che qui ringrazio pubblicamente»
 
CURRICULUM VITAE
 
LINO ENRICO STOPPANI
 
Nato a Bagnolo Mella (BS) il 22 settembre 1952.

Carriera professionale

E’ ultimo di sette figli maschi, padre artigiano (sellaio) e madre casalinga. Si laurea in Economia e Commercio alla Cattolica di Milano. Con i fratelli gestisce la storica Salumeria Peck di Milano (fondata nel 1883 da Francesco Peck e acquistata dagli Stoppani nel 1970) ed entra nel Cda dell’azienda divenuta Spa. L’acquisizione di Peck avviene in una situazione di mercato caratterizzata da cambiamenti epocali, primi fra tutti il ruolo e il peso sempre più forti della Grande Distribuzione Organizzata che crea difficoltà a tutto il comparto tradizionale.

Un’importante esperienza di lavoro, dal 1974 al 1979, presso due Istituti di credito di rilevanza nazionale si rivela per Lino Stoppani di particolare aiuto nella gestione sempre più manageriale dell’impresa di famiglia. Tutte queste attività non lo distolgono, però, dalla gestione di Peck. Di fronte all’affacciarsi di un nuovo scenario di mercato, per Stoppani diventa evidente l’obbligo di aggiornare e di rivedere le modalità dell’offerta. Tutti i negozi vengono totalmente rinnovati, ricreando ambienti accoglienti ed invitanti e modificando le modalità dell’offerta alla clientela.
Per differenziarsi qualitativamente, viene data particolare attenzione all’area di produzione, con la preparazione in proprio della quasi totalità dei prodotti commercializzati. Grazie ad accordi con selezionati produttori, si dà il via alla commercializzazione dei prodotti a marchio, sfruttando l’importante potenzialità collegata all’immagine dell’azienda.
L’esigenza di migliorare l’attività e di reinvestire gli utili diventa un elemento costante nella gestione aziendale. Negli anni Novanta, Peck viene trasformato radicalmente per la seconda volta. La nuova struttura si sviluppa su 3 piani di proprietà, circa 4.000 mq. di superficie, con assortimento allargato dall’enoteca alla sala da tè, alla torrefazione fino alla zona bar-pasticceria. Viene poi sviluppata l’attività di ristorazione con l’apertura di due importanti pubblici esercizi nel centro di Milano.

Carriera politico-sindacale

Dal 25 luglio 1996 è membro del Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Sondrio.
Nel 1998 Stoppani è eletto presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi di Milano e Provincia (Epam) aderente all’Unione CTSP/Confcommercio. Nello stesso anno entra nel Consiglio Direttivo di Unione Commercio Turismo Servizi e professioni di Milano e diventa membro di Giunta della Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

Dal 2000 è presidente del Comitato regionale Lombardia pubblici esercizi.
Dal 5 aprile 2006 è eletto presidente di Fipe, la federazione italiana pubblici esercizi
Il 23 febbraio 2010 è riconfermato presidente Fipe per acclamazione

 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 26 Febbraio 2010 21:02)

 

Roma, 19 febbraio 2010

CIRCOLARE n. 13/2010
Prot. n. 346 MF/bf

Oggetto: ordinanza del ministro della Salute del 29 gennaio 2009. Divieto di impiego e di detenzione di additivi e miscele di additivi per i quali la normativa vigente ha fissato campi e dosi massime

La Gazzetta ufficiale n. 40 del 18 febbraio riporta l’ordinanza del Ministro della Salute del 29 gennaio concernente “Misure urgenti in merito alla tutela della salute del consumatore con riguardo al settore della ristorazione”.

Con tale provvedimento, che è entrato in vigore il giorno stesso della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e cioè il 18 febbraio 2010, e' fatto divieto “a chiunque operi nel settore della ristorazione di detenere e di impiegare additivi e miscele di additivi alimentari per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di impiego, fatto salvo l'impiego di edulcoranti, a condizione che sia garantita la corretta informazione.”

Si tratta, come emerge dalla lettura, di una norma abbastanza complessa e quindi di non immediata comprensione, ma che, nella sostanza vieta l’impiego dei suddetti additivi con la sola eccezione degli edulcoranti.

Al contrario, possono essere impiegati additivi alimentari per i quali non sono stabilite dosi massime, sempre che si rispettino i piani HACCP (art. 5 regolamento CE 852/2004) e si informi il consumatore in base ai principi dell’etichettatura. E’ questa una eccezione al principio generale di non obbligo di indicazione degli ingredienti dei prodotti oggetto di somministrazione.

Lo stesso articolo vieta agli operatori della ristorazione la detenzione e l’impiego di sostanze in forma gassosa.

L’articolo 2 pone l’obbligo a chiunque operi nel settore della ristorazione di informare i consumatori sull’aggiunta di additivi e miscele di additivi nelle preparazioni alimentari dallo stesso effettuate, nonché sulla presenza di allergeni negli additivi e nelle miscele di additivi impiegati.

Anche in questo caso si è di fronte ad una eccezione alla generale disciplina sull’etichettatura.

Resta da interpretare la dizione “chiunque operi nel settore della ristorazione” che, a detta della scrivente dovrebbe avere una ampia accezione inglobando non solo i ristoranti e le mense, il catering, ma anche la gastronomia ivi compreso l’artigianato alimentare.

Ci si chiede se la norma riguardi anche la pasticceria e la gelateria, sembrando quanto meno illogico farvi rientrare i gelati serviti al ristorante ed escludendo quelli venduti altrove.

Chiunque contravviene all’ordinanza, che si allega, è soggetto alle sanzioni previste dall’articolo 650 del codice penale (arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 €).

La Federazione, che è già intervenuta sul ministero della Salute per ottenere i necessari chiarimenti richiedendo un incontro ai massimi vertici, si riserva di fornire più approfondite indicazioni.

Nel restare a disposizione per ogni chiarimento, si porgono distinti saluti

IL PRESIDENTE
Lino Enrico Stoppani 
MINISTERO DELLA SALUTE

ORDINANZA 29 gennaio 2010
Misure urgenti in merito alla tutela della salute del consumatore con
riguardo al settore della ristorazione. (10A02089)
GU n. 40 del 18-2-2010
 
IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modifiche;
Visto l'art. 650 del codice penale;
Vista la legge 30 aprile 1962, n. 283, sulla disciplina igienica
della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle
bevande;
Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive
modificazioni;
Vista la legge 13 novembre 2009, n. 172, che istituisce il
Ministero della salute;
Visto il regolamento (CE) 178/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio, che stabilisce i principi e i requisiti generali della
legislazione alimentare, istituisce l'Autorita' europea per la
sicurezza alimentare e fissa le procedure nel campo della sicurezza
alimentare;
Visto il regolamento (CE) 852/2004 del Parlamento Europeo e del
Consiglio, sull'igiene dei prodotti alimentari;
Visto il regolamento (CE) 853/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per
gli alimenti di origine animale;
Visto il regolamento (CE) 882/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la
conformita' alla normativa in materia di mangimi e alimenti e alle
norme sulla salute e sul benessere degli animali;
Visto il regolamento (CE) 1333/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 16 dicembre 2008, relativo agli additivi alimentari;
Visto il decreto del Ministro della salute 27 febbraio 1996, n.
209, e successive modificazioni, concernente la disciplina degli
additivi alimentari consentiti nella preparazione e per la
conservazione delle sostanze alimentari;
Visto il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193, di attuazione
della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di
sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel
medesimo settore;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e successive
modificazioni, concernente l'etichettatura, la presentazione e la
pubblicita' dei prodotti alimentari;
Visto, in particolare, il decreto legislativo n. 114 del 2006,
concernente l'attuazione delle direttive 2003/89/CE e 2005/63/CE in
materia di indicazione degli ingredienti contenuti nei prodotti
alimentari;
Visto l'ordinanza del Ministro della salute recante: «Requisiti
igienico-sanitari per il commercio dei prodotti alimentari su aree
pubbliche» del 3 aprile 2002;
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, concernente
l'attuazione dell'art. 1 della legge n. 123 del 2007 in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e
successive modifiche e integrazioni;
Considerato che l'Autorita' sanitaria, nell'ambito di controlli
effettuati nel settore della ristorazione ha accertato la presenza e
l'utilizzazione di additivi e miscele di additivi etichettati in modo
non conforme alla normativa vigente in materia e, comunque, in modo
tale da poter costituire un rischio per la salute pubblica;
Acquisito il parere dell'Istituto superiore di sanita', espresso
nella seduta del 9 giugno prot. n. ISS 29577/SVSA-AL.222.;
Considerato che l'impiego degli additivi alimentari non deve
indurre in errore i consumatori;
Considerato, in particolare, che l'assenza delle istruzioni per
l'uso sull'etichetta degli additivi, delle miscele di additivi
alimentari e ingredienti impiegati nella ristorazione puo' comportare
un rischio per i consumatori con esigenze dietetiche particolari;
Considerato che l'impiego degli additivi alimentari deve presentare
vantaggi e benefici per i consumatori;
Considerato che i richiamati motivi di urgenza non consentono la
preventiva notifica alla Commissione dell'Unione europea della
presente norma, ai sensi della direttiva 98/34/CE e in particolare
l'art. 9, paragrafo 7;
Ritenuto necessario introdurre disposizioni urgenti nel settore
della ristorazione con particolare riguardo alla detenzione e
all'impiego di additivi e miscele di additivi alimentari;
Ordina:
Art. 1
1. A chiunque operi nel settore della ristorazione e' fatto divieto
di detenere e di impiegare additivi e miscele di additivi alimentari
per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di
impiego, fatto salvo l'impiego di edulcoranti, a condizione che sia
garantita la corretta informazione.
2. L'impiego, da parte degli operatori di cui al comma 1, di
additivi alimentari e loro miscele, per i quali la normativa vigente
non ha stabilito campi e dosi massime, e' assoggettato alle
disposizioni dell'art. 5 del regolamento (CE) n. 852/2004 nonche'
all'obbligo di informazione del consumatore.
3. A chiunque operi nel settore della ristorazione e' fatto divieto
di detenere e di impiegare sostanze in forma gassosa ad eccezione
degli additivi alimentari di cui al comma 2, fermo restando le norme
vigenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro.
Art. 2
1. Chiunque operi nel settore della ristorazione deve assicurare la
corretta informazione ai consumatori sull'aggiunta di additivi e di
miscele di additivi nelle preparazioni alimentari dallo stesso
effettuate.
2. Chiunque operi nel settore della ristorazione deve informare il
consumatore sull'eventuale presenza di allergeni di cui al decreto
legislativo n. 114 del 2006, di cui alle premesse, negli additivi e
miscele di additivi impiegati.
3. Le informazioni di cui al comma 1 devono essere rese
immediatamente disponibili a richiesta dell'Autorita' sanitaria.
La presente ordinanza ha validita' sino al 31 dicembre 2010 e,
inviata alla Corte dei conti per la registrazione, entra in vigore il
giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 29 gennaio 2010
Il Ministro: Fazio
Registrato alla Corte dei conti l'11 febbraio 2010
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 2, foglio n. 45

Ultimo aggiornamento (Sabato 27 Febbraio 2010 00:01)

 
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